Sono arrivati in una trentina sotto Palazzo regionale per esprimere la propria contrarietà al progetto di riorganizzazione del Sistema di emergenza-urgenza. In un volantino Cgil, Cisl, Uil e Savt ribadiscono come la riorganizzazione in atto: "riduce drasticamente il personale in servizio nelle strutture di Pronto soccorso, rianimazione e 118, mettendo in situazione di forte stress il personale nei momenti di affluenza intensa e aumentando il rischio di errore e attribuisce mansioni al personale tecnico che la normativa nazionale e le linee guida assegnano al personale infermieristico, esponendo i tecnici a responsabilità e ruolo che non competono loro".
Inoltre sottolineano gli operatori "il ruolo del medico viene quasi a scomparire, un medico ora deve essere responsabile della centrale e anche intervenire sul territorio, questo vuol dire che mentre corre a 180 km orari in autostrada per recarsi su un intervento, deve magari rispondere al telefono per interfacciarsi con un infermiere che deve applicare un protocollo o praticare una terapia su di un altro intervento".
Infine viene ricordato come il progetto di riorganizzazione sia stato presentato soltanto il 5 novembre, "quando molti dei suoi punti erano già stati applicati da marzo".
Entro venerdì al più tardi l’azienda Usl ha promesso ai sindacati una risposta alla richiesta di fare marcia indietro su quanto finora applicato. In caso di risposta negativa i sindacati sono pronti ad indire lo stato di agitazione.
