L’incidente è avvenuto ieri, domenica 12 luglio, sul versante svizzero della montagna, a circa 4.030 metri di quota. Gli scalatori, ancora da identificare, sono caduti mentre affrontavano la discesa lungo la cresta dell’Hörnli.
Si tratta di due scalatori stranieri, partiti dal rifugio Vittorio Emanuele venerdì scorso, 10 luglio. A mettere in moto i soccorsi è stato il loro mancato rientro. Il crepaccio in cui sono caduti si trova a circa 3.700 metri di quota.
Nella notte tra venerdì e sabato scorsi è entrato nuovamente in azione il dispositivo straordinario di controllo di Polizia di Stato, Guardia di finanza e Polizia locale di Aosta. Spiccato anche un ordine di allontanamento.
L'alpinista olandese è stato recuperato e trasportato al Pronto Soccorso per gli accertamenti diagnostici e le cure necessarie. In serata e poi stato dimesso
I due avevano chiesto aiuto nel pomeriggio di oggi, venerdì 10 luglio, segnalando di non riuscire a continuare l’uscita. Il maltempo, però, impediva all’elicottero di raggiungere la zona. Il recupero avvenuto sfruttando una schiarita in serata.
I lavori, per la realizzazione di un gasdotto, erano in corso lungo la Statale 26, nel tratto tra le gallerie di Leverogne e di Avise. Nella ricostruzione del Corpo forestale, l’impresa avrebbe smaltito il materiale scaricandolo nel fiume, che scorre sotto la strada.
Sul posto è intervenuto il Soccorso Alpino Valdostano, che ha provveduto al recupero del corpo senza vita dell'alpinista. La salma è stata trasportata a Champoluc, dove saranno completate le procedure di rito. Il riconoscimento della vittima è affidato al Soccorso Alpino della Guardia di Finanza (Sagf) di Cervinia.
L’allarme è scattato attorno alle 17 di ieri, mercoledì 8 luglio, quando alcune cordate in parete hanno segnalato un incidente a uno scalatore. I tecnici del SAV, una volta sul posto, hanno realizzato che era rimasto bloccato con la corda sul versante opposto.
Enrico Bonetti, smarritosi lunedì sera in località Palouettaz (sopra Champoluc), non si trova. Non aveva con sé il telefono e questo ha aumentato le incertezze sul suo possibile itinerario. Nessun elemento utile nemmeno dalle immagini della videosorveglianza.
L’incidente si è verificato ieri, martedì 7 luglio, sulla parete nord della montagna, in territorio elvetico. La vittima proveniva dalla Repubblica Ceca ed era impegnata nell’ascensione con un compagno.
Sul posto sono intervenuti Vigili del fuoco, Corpo forestale e Carabinieri. Dai primi elementi, le scintille di una lavorazione a caldo in un cantiere sarebbero state propagate dal vento, finendo sulla vegetazione secca.
Il Gip nomina, per l’estrazione dei files dai dispositivi sequestrati agli indagati nelle indagini per corruzione e riciclaggio, il perito Michele Vitiello. L’incidente probatorio richiesto dalla Procura, che coordina le indagini della Guardia di finanza.
Ad annunciarlo, in una nota, le associazioni stesse dopo il ricorso respinto al Tar: "La vicenda amministrativa relativa alla discarica di Pompiod non si conclude con questa sentenza", scrivono Valle Virtuosa, Legambiente ed il Comitato Discarica Sicura.
Nella mattinata di oggi, le squadre forestali delle Stazioni di Aosta e Villeneuve effettueranno un sopralluogo per verificare l'assenza di eventuali riprese dell'incendio.
Con le accuse di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni, alle prime ore del mattino di oggi, venerdì 3 luglio, la Guardia di finanza ha tratto in arresto l’aostano Alessandro Rosas, classe 1980. Sarà giudicato domani con rito direttissimo.