E’ di nuovo alta la tensione fra sindacati e azienda Usl sulla riorganizzazione del Dipartimento emergenza urgenza. In una nota Cgil Fp, Cisl Fp, Uil Fpl, Savt e Rsu denunciano la "non volontà da parte dell’azienda e dei tecnici ideatori della riorganizzazione" di tornare indietro su alcuni aspetti critici emersi in questi mesi e rimettono in campo possibili azioni di protesta "necessarie alla tutela dei lavoratori, della qualità e dell’efficacia del servizio reso ai cittadini".
I sindacati definiscono chiusa l’esperienza del tavolo tecnico e chiedono alla V Commissione di essere nuovamente auditi.
"Durante gli incontri del tavolo tecnico l’azienda – si legge in una nota – ha prodotto risposte che riproponevano di fatto il progetto stesso, nonostante la sospensione della sua applicazione, voluta dalla politica, in conseguenza delle problematiche riscontrate".
I sindacati puntano il dito contro la direzione strategica che viene accusata di non aver preso parte al tavolo tecnico. "Per ora l’unica decisione assunta a livello aziendale – sottolineano i sindacati – è stata la non soppressione della presenza del medico in Bassa Valle", decisione su cui "l’azienda al tavolo tecnico ha rilevato che avrà i suoi effetti solo per un brevissimo lasso di tempo, dopodiché anche su questo punto si sarebbe data attuazione a quanto disposto con il progetto".
Per Cgil, Cisl, Uil e Savt è stato "impossibile arrivare a soluzioni condivise" anche per "l’atteggiamento aziendale volto a cercare conferma e la ratifica di un progetto presentato a posteriori rispetto all’adozione e alla sua parziale applicazione".
