Medici in fuga, “rammaricati per l’ennesima eccellenza che ha dovuto lasciare la Valle”

Riceviamo e pubblichiamo.
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È bello quando il medico che cura te e i tuoi familiari fa carriera e diventa un riferimento a livello nazionale. È meno bello quando lo stesso dottore deve lasciare la tua regione per andare a trovare condizioni professionali migliori. Tutto questo è accaduto a Massimiliano Fabozzi, per 16 anni in servizio all’ospedale Parini di Aosta e oggi direttore della UOC di Chirurgia Oncologica dell’Asl di Salerno. Nonostante la “giovane” età (47), è considerato uno dei chirurghi più preparati e affidabili non solo nella sua regione ma a livello nazionale, nella cura dei tumori gastrointestinali con tecniche avanzate, tanto da guadagnarsi la copertina della rivista specializzata “World Journal of Gastroenterology”.

Ha avuto una vasta eco, solo per fare un esempio e non è l’unico, l’intervento di otto ore grazie al quale ha salvato la vita ad una donna di 84 anni in cura per un tumore della testa del pancreas. Indubbiamente siamo molto contenti per il successo che il dottor Fabozzi sta ottenendo, ma allo stesso tempo non possiamo che rammaricarci per l’ennesima “eccellenza” che ha dovuto lasciare la Valle d’Aosta. Lui e la moglie Pia Cirillo, apprezzata e conosciuta pediatra di Aosta e punto di riferimento per molti anni di noi genitori.

Non è il primo, purtroppo, e non sarà l’ultimo. La famiglia Fabozzi ama la Valle d’Aosta, dove sono nati i loro tre figli, e forse avrebbe voluto restarci se le condizioni professionali fossero state adeguate. I valdostani che sono stati in cura da lui e dalla moglie ringraziano per il contributo che hanno dato alla comunità e augurano loro  una carriera sempre più costellata da successi professionali.

Lettera firmata

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