La morte della bambina di 17 mesi all’ospedale “Regina Margherita” di Torino, visitata nelle settimane prima diverse volte al Beauregard e trasferita in condizioni disperate in Piemonte, ha fatto cambiare l’ipotesi di reato nei confronti dei quattro pediatri dell’Usl della Valle d’Aosta che hanno preso in cura la piccola, ora indagati per omicidio colposo. Si tratta di Marco Aicardi, Adriana Bobbio, Catherine Bertone e Manuela Ciocchini.
La loro iscrizione nel fascicolo rappresenta un “atto dovuto” e di garanzia, giacché nelle prossime ore il sostituto procuratore Francesco Pizzato, titolare del fascicolo (aperto inizialmente per lesioni colpose, a seguito della denuncia dei genitori, depositata quando la bimba era ancora in vita), disporrà l’autopsia, per accertare le cause del decesso. I medici potranno così nominare, tramite i loro legali, eventuali consulenti di parte attraverso i quali prendere parte agli accertamenti tecnici.
Nel frattempo, l’aliquota della Polizia della Sezione di Polizia giudiziaria presso la Procura ha sequestrato le cartelle cliniche della piccola paziente, sia quella redatta nel nosocomio torinese, sia quelle compilate dai medici aostani. La bimba, nata nel settembre 2018, non aveva manifestato problemi di salute apparenti sino allo scorso gennaio. È in quel mese, il 16 per la precisione, che i genitori la portano per la prima volta al pronto soccorso pediatrico. Febbre e difficoltà respiratorie sono i sintomi.
Vengono prescritti degli antipiretici e la risposta, con la temperatura che scende, appare quella auspicata. Seguono le dimissioni. La piccina sembra riprendersi, ma dopo alcuni giorni la febbre ricompare. La riportano in ospedale il 5 febbraio e tornano il 6, con un altro dottore, perché la situazione non migliora, ma i farmaci sembrano continuare a fare effetto. Tuttavia, si accorcia ulteriormente l’intervallo di tempo nel quale il rialzo della temperatura (che raggiunge anche 38.7) si torna a manifestare e la piccola ha perso peso, circa un chilo.
L’11 febbraio, in preda alla preoccupazione, nuova visita al Beauregard. Ancora, visite e ritorno a casa. È là, la sera del giorno successivo, che la bambina si sente male. La situazione appare seria da subito e viene chiamata un’ambulanza. Portata al Beauregard, va in arresto cardiaco. Si corre al Parini dove – e siamo alle prime ore di giovedì 13 – si decide di trasferirla al Regina Margherita. Ci arriva in coma e tutti i tentativi dei giorni successivi sono, purtroppo, infruttuosi. La morte viene dichiarata lunedì 17.
Una tragedia, per la famiglia, che ha presentato la querela quando la piccola era appena arrivata a Torino, conscia del fatto che il fattore “tempo” sia cruciale per gli accertamenti iniziali, come quelli sulla documentazione sanitaria. Chi è vicino ai genitori sottolinea che l’intento non è puntare il dito contro qualcuno, ma anzitutto capire perché la bambina sia morta e se siano state seguite le procedure e i protocolli del caso (l’Usl ha annunciato, tramite il commissario Pescarmona, di essere in procinto di raccogliere “tutte le informazioni utili a delineare con chiarezza le dinamiche cliniche del caso”). Dall’accertamento autoptico sono attese risposte sulle cause del decesso. Da queste ultime, si potrà capire se vanno ricercate responsabilità, o compiuti ulteriori approfondimenti. L’indagine è all’inizio.
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Brutta, brutta storia… 🙁