Legambiente, bandiera nera alla Giunta regionale e al Comune di Issime per il Vallone di San Grato

Le bandiere verdi vanno invece al gruppo spontaneo di residenti e frequentatori della Valgrisenche per l’opposizione all’eliski e all'Unité Evançon, al Consorzio Turistico Val d’Ayas e a 31 operatori turistici per Monte Rosa Randò.
Uno scorcio del vallone di San Grato a Issime
Economia

Va quest’anno alla Giunta regionale e al Comune di Issime la bandiera nera di Legambiente nell’ambito della Carovana delle Alpi 2016, la campagna annuale di Legambiente sullo stato di salute dell’arco alpino. La decisione arriva dopo la   riproposizione del progetto di valorizzazione e urbanizzazione del Vallone di San Grato, nel Comune di Issime, già bocciato nel 2010.

"Negli anni 2009-2010 Legambiente si era schierata a fianco dell’Associazione Augusta (che studia e salvaguarda i luoghi e la cultura Walser, tipica di alcuni comuni della vallata di Gressoney), per tutelare il vallone di San Grato, a monte dell’abitato di Issime, unico per le sue bellezze naturali e culturali, minacciato da un progetto di strada poderale, da un acquedotto che avrebbe captato le sorgenti che alimentano le zone umide, da una rete di distribuzione di energia elettrica e da una centrale idroelettrica". ricorda Legambiente. 

Nel Vallone di San Grato, "ricchissimo di testimonianze del modo di abitare e di svolgere l’attività agricola in montagna nel passato", sorgono inoltre due importanti zone umide, consedimenti risalenti alla fine dell’epoca glaciale. Il sito è tutelato dal 1998 dal Piano Territoriale Paesistico della Valle d’Aosta. Il progetto presentato dal comune nel 2009 si bloccò dopo la valutazione negativa del Comitato Tecnico per l’Ambiente, recepita in seguito dalla Giunta regionale.

"Sembrava finita – scrive ancora Legambiente – Poi, il 24 febbraio 2016, è arrivata l’approvazione del nuovo PRGC di Issime, che prevede, nell’ambito di una valorizzazione agricola del vallone di San Grato, la realizzazione di una strada".

Le bandiere verdi di Legambiente vanno invece al gruppo spontaneo di residenti e frequentatori della Valgrisenche per l’opposizione intelligente alla pratica dell’eliski e all’Unité des Communes Valdôtaines Evançon, al Consorzio Turistico Val d’Ayas e a 31 operatori turistici della vallata per l’idea e la realizzazione dell’anello escursionistico Monte Rosa Randò. Su quest’ultimo l’Associazione ambientalista ricorda come: "per realizzare il progetto, accanto ad un investimento di circa 27.000 euro da parte dell’Unité des Communes, è arrivata la partecipazione, anche economica, di 31 operatori turistici della vallata (ristoratori, gestori di attività ricettive, vendita di prodotti locali, ecc). Una sinergia tra pubblico e privato dunque, a servizio di un progetto di turismo dolce che prova, finalmente, a destagionalizzare i flussi turistici, attraverso la valorizzazione del fascino della media montagna".

Per la vicenda dell’eliski di Valgrisenche, Legambiente evidenza come "cogliendo l’occasione della scadenza della convenzione tra il
Comune e la società che gestisce l’eliski" il gruppo di cittadini ha portato all’attenzione del Comune le criticità, coinvolgendo la comunità locale e chiedendo l’apertura di un tavolo di confronto con il Comune. "Dopo un avvio dai toni alti, l’interlocuzione ha prodotto un confronto costruttivo" spiega Legambiente. "Il gruppo ha avanzato una serie di proposte ragionevoli, ben consapevole di quanto possa essere difficile, per un piccolo Comune, rinunciare ai proventi derivanti dai diritti di sorvolo. La proposta non è stata, quindi, l’abbandono immediato dell’eliski, ma una sua graduale riduzione, a partire dalla prossima convenzione il cui bando sarà preparato in autunno. L’orizzonte è quello di un’uscita graduale, cominciando da subito a ridurre la durata della stagione di eliski, che si chiuderebbe il 15 marzo, e creando nella vallata delle zone eliski-free, dedicate a scialpinisti e ciaspolatori".

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