I giudici della Corte dei Conti della Valle d'Aosta hanno ammesso le istanze presentate dalle difese dell'ingegner Alberto Devoti, di 66 anni, di Aosta, progettista e direttore dei lavori della tramvia Cogne-Pila. E proprio per il conferimento dell'incarico al perito Stefano Ricci, professore del dipartimento di ingegneria civile della Sapienza di Roma, il 24 settembre si terrà una nuova udienza puramente tecnica. I giudici hanno accettato anche le altre istanze presentate nell'udienza del 24 giugno. Il procuratore Claudio Chiarenza si era opposto.
La procura contabile ha chiesto a Devoti un maxi risarcimento di quasi 15 milioni di euro.
I legali dell'imputato, Daniele Parini, Giangiorgio Sobiro e Vittorio Barosio, hanno depositato quattro istanze: per l'acquisizione del progetto di massima del 1980 del trenino, l'atto di nomina dei direttore dei lavori del materiale rotabile, la testimonianza del geometra Grillo, dipendente dell'assessorato regionale dei Lavori Pubblici e infine la richiesta di una perizia.
Devoti, nella sua memoria, ha sempre respinto duramente tutte le accuse, spiegando il perché della sua estraneità alle accuse. Ma per la Procura, l'unico ad avere colpa grave è lo stesso imputato.
Avviati nel 1985, i lavori per la realizzazione della tranvia Cogne-Eaux Froides-Plan Praz avevano l'obiettivo di unire le due località turistiche "attraverso una sicura interconnessione, mediante trasporti pubblici, di notevolissima importanza economica e turistica". Nel corso degli anni si sono succeduti interventi di vario genere finalizzati alla realizzazione della tranvia, per una spesa complessiva da parte della Regione di 29 milioni e 339.055,24 euro.