Aosta capitale del francoprovenzale: torna in Valle la festa internazionale del patois

In concomitanza con la festa della Valle d’Aosta, il 4 e il 5 settembre il capoluogo ospiterà i patoisant di tutto l’arco alpino. In programma, una tavola rotonda, una mostra fotografica, una pièce teatrale, una messa in patois e tanta musica.
La conferenza stampa di presentazione
Cultura

Ogni quattro anni, puntualmente, la festa del patois ritorna in Valle. Si tratta infatti di una manifestazione itinerante, che a turno viene ospitata dalla Svizzera romanda, dalla Savoia e dalle vicine valli piemontesi dove è ancora utilizzato il francoprovenzale. Questo è il turno di Aosta, che si prepara ad ospitare i simpatizzanti del patois il 4 e il 5 settembre.

L’accoglienza non sarà un problema, dato che proprio nella prima settimana del mese le vie del capoluogo saranno teatro di un’altra manifestazione, la festa della Valle d’Aosta, con il suo programma fitto di appuntamenti culturali e musicali, che ben si sposano con quanto è stato organizzato per i “patoisant”. Per questi ultimi, sabato 4, nel salone delle manifestazioni di palazzo regionale, si svolgerà una tavola rotonda dal titolo: “langue et identité”, organizzata dal Brel. Sarà questa l’occasione per fare il punto della situazione, e valutare lo stato di salute di una lingua minoritaria che sopravvive alle inevitabili pressioni delle lingue nazionali più diffuse. Come tutte le lingue, il patois non è solamente un codice di comunicazione, ma è anche la particolare espressione di una cultura legata a un territorio, a un insieme di persone che si racconta attraverso essa. Proprio questo è il concetto alla base dell’esposizione fotografica di Andrea Alborno “Les lieux du patois”, che verrà inaugurata sempre sabato 4, alle 18, nella sala Hotel des Etats in piazza Chanoux .

Alle 19,00, al Montfleury, apriranno gli stand gastronomici valdostani, e sarà visitabile la mostra “Cerlogne, le ramoneur rimeur”. Dopo cena l’abbé Cerlogne tornerà ad essere protagonista con uno spettacolo teatrale, presentato dalla Fédérachon valdoténa di téatro populéro. Al termine della rappresentazione gli attori cederanno il posto ai musicisti della compagnia musicale d’”Erik é le poudzo valdotèn”. Domenica la cattedrale di Aosta ospiterà la prima messa in patois, accompagnata da un antico canto mariano valdostano, “Je te salue”. La banda di Aosta e i gruppi folkloristici in costume sfileranno poi fino all’arco d’Augusto. Dopo pranzo, infine, al Montfleury, spazio alle animazioni, ai canti e ai balli, per chiudere in bellezza la grande festa del patois.

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