Bruno Bertuzzo, il valdostano che ha corso le sei maratone più celebri al mondo

Bruno Bertuzzo, 66 anni ed atleta dell'Atletica Sandro Calvesi, è uno dei valdostani ad aver conquistato la prestigiosa Six Star Medal, il riconoscimento che si ottiene dopo aver corso le maratone di New York, Boston, Chicago, Berlino, Londra e Tokyo. Oggi guarda già avanti, verso una nuova sfida: completare le future Nine Majors.
Bruno Bertuzzo
Sport

Correre una maratona è il sogno di molti runner, ma completare tutte le sei Abbott World Marathon Majors è un’impresa che solo pochi riescono a portare a termine.
Bruno Bertuzzo, 66 anni ed atleta dell’Atletica Sandro Calvesi, è uno dei valdostani ad aver conquistato la prestigiosa Six Star Medal, il riconoscimento che si ottiene dopo aver corso le maratone di New York, Boston, Chicago, Berlino, Londra e Tokyo. Il suo viaggio nella corsa è iniziato dopo i 60 anni, quasi per gioco, con l’obiettivo di rimettersi in forma.

“Ho iniziato a correre dopo i 60 anni per perdere peso e mantenermi in forma. Parlando con un amico, Dino Nolly, della maratona di New York, ho deciso di provarci. Da lì in poi è stato tutto automatico: ho contattato il coach Antonio De Francesco, che ancora oggi mi allena, e ho esordito nella maratona di Milano. Subito dopo è arrivata New York e poi, due all’anno, fino a oggi.”

Per affrontare sei maratone di questo livello, l’allenamento e la costanza sono fondamentali. “Considerata l’età, quasi 67 anni, ho trovato un buon equilibrio con quattro o cinque allenamenti a settimana per un totale di circa 50 km. Ma il volume dipende dagli obiettivi di ciascuno quello che conta ed è la chiave, è la costanza”.
“La spesa per il materiale è risibile, certo le trasferte hanno sicuramente un costo importante ma tutto sommato non è dissimile a quanto richiesto per altri sport come ad esempio lo sci. Abitando in Valle d’Aosta, come tutti i maratoneti valdostani corro e mi alleno in ciclabile o sulla strada dell’Enver da Montjovet verso Bard.”

Tra le sei Major, ogni gara ha lasciato un ricordo speciale. “New York è la più iconica e dura per i continui saliscendi, Londra secondo me è stata la più bella con il suo passaggio nella City, Berlino la più veloce, tanto che proprio qui ho ottenuto il qualified time’ che mi ha permesso di accedere su invito a Boston e Chicago. Boston è la più tecnica, si corre da 129 anni ed è considerata l’università della corsa con la sua discesa iniziale che spezza le gambe e la celebre salita ‘Heartbreak Hill’, mentre Chicago è veloce ma esposta al vento. L’ultima, Tokyo, è stata caratterizzata dal caldo e da una caduta, fortunatamente senza conseguenze”. La Tokyo Marathon, la prima in calendario delle Major, rappresenta per chi corre un’esperienza culturale meravigliosa in un paese appassionato alla corsa sulla lunga distanza e su un percorso caratterizzato da quattro sezioni di andata e ritorno dove spesso si corre parallelamente ad altri che vanno nella direzione opposta.

Partecipare alle sei Major richiede anche una complessa organizzazione. “Per alcune maratone, ottenere un pettorale può richiedere da uno a tre anni. Ci si affida ad agenzie specializzate, enti benefici (con donazioni significative), alla lotteria o, come nel mio caso a Berlino, al ‘qualified time’ ottenuto nella categoria SM65, che mi ha garantito un pettorale su invito.”

Ma Bertuzzo non si ferma. La prossima sfida è già fissata e anche la data: 31 agosto 2025 quando correrà la maratona di Sydney dove è entrato grazie al sorteggio nella lotteria. Sydney entrerà da quest’anno nel circuito delle Major, a cui seguiranno Shanghai e Cape Town. L’obiettivo? Essere tra i primi italiani a completare le Nine Majors.

“La maratona ti sceglie“, dice Bruno con umiltà, sottolineando che non vuole essere in alcun modo magnificato perché lontano dai tempi di atleti molto più forti. “Non sono neanche l’ombra di maratoneti come la dottoressa Bertone. Corro semplicemente per passione“.
Bertuzzo ha però qualcosa da dire riguardo allo sport in generale. “L’unico consiglio che posso dare per lo sport è questo: incomincia a staccarti dal divano, il tempo per muoversi lo si trova anche lavorando se si vuole. I risultati arrivano grazie alla costanza e ad obiettivi mirati.”

Non tutti avranno risultati sportivi importanti, ma il percorso straordinario di Bruno, iniziato quasi per caso, può essere una spinta anche per chi semplicemente vuole approfittare della corsa o dello sport in generale per viaggiare e scoprire posti nuovi.

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