I valdostani vogliono le 3 preferenze: vince di misura il Sì

Il Sì vince con il 52,14%, il No si ferma a 47,86%. Ad Aosta vince il No. Al voto un valdostano su sei. Alleanza Verdi Sinistra, gli unici a sostenere convintamente il No, chiedono le dimissioni del Presidente Renzo Testolin.
referendum confermativo
Politica

Si torna alle tre preferenze. I valdostani si sono espressi, anche se non in maniera netta: il Sì ha ottenuto il 52,14% contro il 47,86% del No, con uno scarto di circa 700 voti. A recarsi alle urne, in una calda giornata di metà agosto, è stata solo una piccola parte dell’elettorato: chi non era in vacanza, chi ha trovato il tempo di votare e chi probabilmente ha compreso il quesito referendario. Il primo referendum confermativo della Valle d’Aosta si è rivelato un flop, non solo per l’affluenza ferma a 16.852 votanti, pari al 16,04% degli aventi diritto, ma anche per una campagna quasi assente. Alcuni promotori hanno cambiato posizione in corsa, lasciando libertà di scelta (Lega Vda), invitando al Sì (il consigliere Diego Lucianaz) o non schierandosi apertamente (Fratelli d’Italia Vda). A sostenere convintamente il No è rimasta soltanto Alleanza Verdi Sinistra, unica forza ad organizzare incontri sul territorio per spiegare il referendum. All’ultimo, al fronte del No si è unita anche Azione Vda.

Lo scrutinio si è concluso rapidamente, in circa due ore. A Bard, alle 8.10, le operazioni erano già terminate: 26 i votanti, 14 per il Sì e 12 per il No. Il No ha prevalso in diversi comuni della Media e Bassa Valle: Saint-Denis (25 No, 16 Sì), Quart (262 No, 262 Sì), Brissogne (68 No, 66 Sì), Nus (192 No, 160 Sì), Pollein (115 No, 99 Sì), Gressan (264 No, 252 Sì), Pont-Saint-Martin (212 No, 192 Sì), Donnas (184 No, 159 Sì), Brusson (54 No, 53 Sì), Pontey (50 No, 50 Sì), Challand-Saint-Anselme (58 No, 55 Sì), Hône (91 No, 88 Sì) e Saint-Vincent (299 No, 206 Sì).
In Alta Valle il No ha prevalso a Villeneuve (91 No, 78 Sì), Gignod (111 No, 100 Sì) e Saint-Pierre (180 No, 173 Sì).
A Valpelline la popolazione si è divisa: 64 residenti hanno detto No, 64 Sì.

Ad Aosta il No ha vinto con il 56,55% (2.296 voti) contro il 43,45% del Sì (1.764 voti).

LE REAZIONI POLITICHE

Riccarand (Alleanza Verdi Sinistra): “Risultati non possono incidere su procedimento elettorale”

 

“Non si doveva fare questa legge fuori tempo massimo, non si doveva fissare il referendum il 10 agosto, non si possono recepire i risultati di questo referendum per incidere sul procedimento elettorale. Siamo in un campo di piena illegittimità”. Lo dice Elio Riccarand, coordinatore di Alleanza Verdi Sinistra, l’unica forza politica ad aver portato avanti una campagna per il no. Quanto ai risultati, “quasi il 50% di chi è andato a votare si è espresso contro questa leggina voluta da Testolin e dall’Union Valdôtaine. Un consenso inesistente”, dice. Per Riccarand, “Il fatto che ci sia stata una così alta percentuale di no significa che c’è bisogno di cambiare registro”. Per questo, invoca le dimissioni del presidente della Regione, Renzo Testolin, mentre, sulla presentazione di possibili ricorsi sono in corso della valutazioni. “Sicuramente tutta la procedura che ha seguito il presidente della Regione è impugnabile”, conclude.

Fratelli d’Italia Vda: Per la maggioranza UV e PD più satelliti è stata una Caporetto

“Dopo la giustificazione, l’appello e la chiamata alle armi all’insegna di “ è il popolo che vuole le 3 preferenze” formalizzato sui tabelloni e messaggi fino all’ultimo della stragrande maggioranza dei Partiti, il popolo ha parlato” e “per la maggioranza UV e PD più satelliti è stata una Caporetto“. A scriverlo in un post su Facebook Fratelli d’Italia Vda.

Il movimento ricorda come il referendum doveva essere fatto in un election day “per risparmiare soldi e nella convinzione che l’esito non potesse giuridicamente avere effetto per le imminenti elezioni regionali”. Fissare invece il referendum a Ferragosto “è stato indicativo della irresponsabilità politica del Presidente della regione che ha scelto dolosamente una data ridicola per qualsiasi consultazione elettorale”.

Lo sguardo è ora rivolto alle elezioni di settembre: “Non importa se il Presidente Testolin si incaponirà a voler far votare a settembre con le tre preferenze nonostante il prevalere dei Sì per una manciata di voti. Stia però bene attento perché se ci dovesse essere qualunque conseguenza giuridica sulla convalida del voto di settembre gliene chiederemo conto, non solo politico”.

Uv: Fallito il tentativo di bloccare una legge che favorisce giovani e donne

“Le tre preferenze, con la valorizzazione di donne e giovani, sono la scelta corretta per meglio rappresentare l’intero territorio valdostano”. A dirlo è l’Union Valdôtaine dopo l’esito del referendum. Prendendo atto dell’affluenza alle urne, “inferiore a quella registrata nei referendum di giugno 2025” , l’Uv si “congratula per la vitalità del territorio, che si è espresso a favore del “sì” confermando il desiderio di una rappresentanza che non escluda nessuno”.

Il Mouvement ringrazia “tutti gli elettori che si sono recati alle urne e, in particolare, a coloro che hanno scelto di confermare con il proprio voto la legge elettorale approvata a febbraio” e valuta, a posteriori, “l’incapacità dei promotori del “No” di concentrare i propri sforzi sulla legge elettorale, preferendo invece deviare il dibattito verso temi non oggetto del quesito, confondendo così l’elettorato. Si prende comunque atto positivamente, seppur con misura, del tentativo fallito di bloccare una legge che garantisce maggiori possibilità a giovani e donne di entrare in Consiglio regionale”.

Tonino (Partito democratico): “Passare da una a tre preferenze è un gesto di civiltà”

“Siamo contenti della vittoria perché avevamo sostenuto la legge in Consiglio regionale, abbiamo fatto la campagna referendaria per il sì perché noi crediamo che passare da una a tre preferenze sia un gesto di civiltà – spiega Luca Tonino, segretario regionale del Partito democratico -. Tra le tre preferenze è prevista quella di genere e con tre preferenze ci sono anche più opportunità per le giovani generazioni. Non è sicuramente una legge elettorale perfetta ma una legge elettorale che fa significativi passi in avanti”. Nonostante la bassa affluenza, Tonino parla di “un bel esercizio di democrazia”. Sui possibili ricorsi, Tonino afferma che “le forze politiche non dovrebbero fare i ricorsi ma attenersi al risultato elettorale. Anche questo è un senso di responsabilità”.

Rini (Forza Italia): “Non era il caso di indire un referendum su questo tema”

“Noi lo avevamo detto, non era il caso di indire un referendum su un tema come questo e i valdostani lo hanno dimostrato”, commenta Emily Rini, segretaria regionale di Forza Italia. Il partito aveva inizialmente lasciato libertà di scelta sul voto ma “negli ultimi giorni abbiamo preso una posizione più orientata sul sì semplicemente perché interrogando la nostra base erano tutti a favore delle tre preferenze. Come centrodestra avevamo presentato anche una legge che ne prevedeva cinque”. Sui risultati, Rini parla di “una grande sconfitta per la democrazia quando partecipa solo il 16% della popolazione la politica ha il dovere di interrogarsi, soprattutto chi ha voluto indire un referendum su una tematica come questa. I problemi che i valdostani si trovano ad affrontare sono la sanità, il turismo, i trasporti, siamo sempre più isolati. Io vorrei si parlasse di questo”.

Raimondo Donzel di Vda Aperta:”Vittoria del sì è speranza per le donne e la democrazia”

“La vittoria del sì è una speranza per le donne e per la democrazia valdostana – dice Raimondo Donzel, responsabile di Valle d’Aosta Aperta, la coalizione che raggruppa Area democratica -Gauche autonomiste, Adu, Movimento 5 stelle, Rifondazione comunista e Risorgimento socialista -. Ribadiamo che non ci piaceva la legge regionale, il tempo in cui è stata fatta e ci ha lasciato molto sorpreso che qualche consigliere regionale abbia richiesto un referendum senza poi sostenere né il sì né il no. Noi abbiamo sostenuto il si perché crediamo che questa cosa possa aiutare la partecipazione femminile. Siamo moderatamente soddisfatti di questo risultato” anche se “nelle maggiori regioni italiane si vota con la proposta che facevamo noi, ovvero la doppia preferenza di genere. Purtroppo in Valle d’Aosta il Pd e l’Union non ci hanno scontati e si sono inventati questa formula che per noi apre un piccolo spiraglio alle donne”.

Aggravi (Rassemblement Valdôtain): “Tema molto lontano dalle gente”

“Ci dobbiamo interrogare sul risultato soprattutto in termini di partecipazione al voto: al di là del periodo io penso che il tema della legge elettorale è molto distante dalla gente e di questo dobbiamo tenerne conto”. A dirlo è Stefano Aggravi, segretario politico del Rassemblement Valdôtain che, insieme a Pour l’Autonomie e Stella Alpina fa parte degli Autonomisti di centro.  “Questo referendum non l’abbiamo voluto e non l’abbiamo richiesto – spiega Aggravi -. La legge elettorale su cui c’era il referendum confermativo non ha avuto il nostro sostegno perché avremmo voluto una riforma più completa. Eravamo più per il sì ma abbiamo lasciato libertà di voto”. Per il segretario politico di Rv, “più che il risultato complessivo sarà interessante vedere comune per comune cos’è successo. Qualcuno di questi risultati potrà dare qualche chiave di lettura importante in vista della presentazione delle liste elettorali” per le elezioni di settembre.

E ora cosa succede?

La vittoria del sì e il ritorno alle tre preferenze non sciolgono il dubbio. Come si voterà a settembre? Con una o tre preferenze? “Questo lo dovete chiedere a chi ha chiesto il referendum e paventato dei ricorsi. Non abbiamo ancora capito se è stato depositato o lo depositerà”, dice Stefano Aggravi del Rassemblement Valdôtain. Per Elio Riccarand di Alleanza Verdi Sinistra, l’unica forza politica ad aver portato avanti una campagna referendaria per il no e che potrebbe valutare insieme al comitato referendario dei ricorsi, alle elezioni regionali del prossimo mese “bisogna votare sulla base della legge esistente, ovvero con la preferenza unica e non fare dei pasticci. Questa è l’unica via dal punto di vista legale da percorre, vediamo se qualcuno continuerà a perseverare in un atteggiamento che non è legittimo”. Sul fronte opposto, Luca Tonino del Partito democratico, che ha sostenuto il sì: “Per noi si vota con le tre preferenze e ne siamo fermamente convinti. Quando si parla di ricorsi la politica perde e soprattutto i ricorsi si fanno in altri palazzi e la politica si deve occupare di fare politica”. Anche per Emily Rini di Forza Italia, l’interpretazione è chiara: “Si voterà con le tre preferenze. Per noi è indifferente, le nostre liste sono pronte”. “Io penso che si voterà seconda la legge attuale (tre preferenze) – conclude Raimondo Donzel di Valle d’Aosta Aperta -. Qualcuno come al solito minaccia ricorso ma anche la preferenza unica è anticostituzionale. Noi non vogliamo occuparci dei ricorsi ma dei veri problemi dei cittadini, come la sanità, la scuola, il lavoro, i trasporti e il bon chauffage. E il messaggio che arriva dai cittadini è proprio questo, smettetela di parlare di legge elettorale e di poltrone, parlate dei nostri problemi reali”.

Il primo referendum confermativo regionale si ferma ad un’affluenza del 16.04%

10 agosto 2025

Seggio referendum
Un seggio del referendum confermativo.

Chiusi i seggi, alle ore 22 di oggi, domenica 10 agosto, l’affluenza del primo referendum confermativo regionale di sempre si ferma al 16.04%. Alla chiamata alle urne hanno risposto 16.852 valdostani, sui 105.054 aventi diritto. Il risultato che emergerà dallo spoglio sarà comunque valido. Il referendum confermativo non prevede, infatti, un quorum da raggiungere.

Il dato definitivo di affluenza è più basso di quelli fatti registrare, alla chiusura dei seggi della domenica sera, dai referendum dello scorso giugno (quando fu il 29.02%) e dalle elezioni europee del 2024 (venne raggiunto il 42.54%).

Guardando ai dati definitivi, il comune in cui si è votato di più è stato Saint-Oyen, con un’affluenza del 45.03% (86 elettori su 191 aventi diritto), mentre quello che ha risposto meno alla chiamata alle urne Morgex, dove il dato è dell’11.28% (200 persone si sono presentate su 1.773 elettori). Ad Aosta, affluenza del 14.47% (4.121 votanti su 28.488 aventi diritto).

Le operazioni di spoglio avranno inizio alle ore 8 di domani, lunedì 11 agosto, e dovranno concludersi entro le 20.

Alle 19 è dell’11.27% l’affluenza al referendum confermativo regionale

Domenica 10 agosto, ore 20.12

elettorale scuole seggi referendum
I seggi nelle scuole di Saint-Martin.

Dal 5.32% delle ore 14, ha raggiunto l’11.27%, alle 19 di oggi, domenica 10 agosto, l’affluenza al referendum confermativo regionale in materia elettorale. Alle urne, che chiuderanno alle 22, si sono quindi recati 11.844 valdostani, su 105.054 chiamati al voto.

Va specificato che, trattandosi di un quesito confermativo, proposto per la prima volta nella storia della regione, non è previsto un quorum: il risultato determinato dalle urne sarà comunque valido (lo spoglio avrà luogo domani, lunedì 11, dalle 8).

Il Comune dove si è votato di più, stando a questa rilevazione, è Saint-Oyen al 39.27% (75 elettori su 191 aventi diritto). Subito dopo, il 30.71% di Avise (con 74 persone ai seggi su 241 chiamati alle urne). Infine, Valsavarenche, con un’affluenza del 22.36% (hanno votato in 36 su 161 elettori).

Quello dove la risposta alle urne è stata minore, alle 19, è Morgex con l’8.07% (143 votanti su 1.773 aventi diritto). Quindi, La Salle con l’8.69% (146 persone alle urne, su 1.680 chiamati al voto). Infine, Gressoney-La-Trinité con l’8.80%: hanno votato in 25 su 284.

Ad Aosta, capoluogo della regione, il dato delle 19 è inferiore alla media regionale: affluenza al 10.39%, con 2.960 persone che si sono presentate ai seggi, su 28.488 aventi diritto.

Nelle ultime chiamate alle urne, alla rilevazione delle 19, l’affluenza fu del 16.11% ai referendum dello scorso giugno e del 36.35% alle europee del 2024. La prossima rilevazione sarà quella definitiva, con la chiusura di seggi alle 22.

Referendum confermativo regionale, alle 12 l’affluenza è del 5.32%

Domenica 10 agosto 2025 – Ore 12.46

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Alla prima rilevazione delle tre previste, effettuata alle ore 12 di oggi, domenica 10 agosto, l’affluenza al referendum confermativo regionale in materia elettorale è del 5.32%. Hanno votato, al momento, 5.586 valdostani dei 105.054 aventi diritto.

I termini di paragone più diretti sono con la stessa rilevazione oraria dei referendum dello scorso giugno (quando l’affluenza fu del 7.45%) e delle elezioni europee 2024 (che si attestava al 20.97%).

Ad ora, il comune che ha risposto di più alla chiamata alle urne è Saint-Oyen, con il 14.66% (28 votanti su 191 elettori), seguito da Valgrisenche al 13.37% (23 votanti su 172 aventi diritto) e da Fontainemore all’11.41% (42 persone hanno votato su 368).

La località dove si è votato di meno, stando ai dati delle 12, è Gressoney-La-Trinité, con il 2.11% (6 persone si sono presentate ai seggi su 284). Subito dopo, Challand-Saint-Anselme al 2.58% (16 votanti su 620 elettori) e Bard al 3.05% (3 votanti su 89 aventi diritto).

Nel capoluogo regionale, Aosta, l’affluenza registrata è del 5.18%: a mezzogiorno hanno votato 1.476 persone delle 28.488 che possono farlo. La prossima rilevazione sarà alle 19, cui seguirà quella definitiva alla chiusura dei seggi, prevista per le 22 di oggi.

Preferenza unica o tre preferenze? Urne aperte per 105.054 valdostani

Domenica 10 agosto 2025 – Ore 9.04, di Silvia Savoye

Oggi, domenica 10 agosto in Valle d’Aosta si vota, dalle 7 alle 22, per il primo referendum confermativo della storia valdostana. Saranno 105.054 i valdostani chiamati esprimersi, distribuiti in 74 comuni e 150 sezioni. Lo scrutinio delle schede è previsto perlunedì 11 agosto a partire dalle ore 8.

Cosa si vota al referendum confermativo? 

I cittadini dovranno rispondere “Sì” o “No” al seguente quesito:

“Approvate la legge regionale di cui all’articolo 15, secondo comma, dello Statuto speciale, recante: ‘Reintroduzione delle tre preferenze e della rappresentanza di genere. Modificazioni alla legge regionale 12 gennaio 1993, n. 3 (Norme per l’elezione del Consiglio regionale della Valle d’Aosta)’, approvata dal Consiglio regionale nella seduta del 27 febbraio 2025, con la maggioranza assoluta dei suoi componenti e pubblicata nel Bollettino ufficiale della Regione numero 11, in data 4 marzo 2025?”

Cosa succede se vince il Sì?

In caso di vittoria del Sì, entreranno in vigore le modifiche alla legge elettorale approvate dal Consiglio regionale nel febbraio scorso: si tornerà alle tre preferenze, con l’obbligo che, in caso di tre preferenze espresse, almeno una sia per un candidato di genere diverso. In caso contrario, l’ultima preferenza verrà annullata.

E se vince il No?

Resterà in vigore il sistema attuale della preferenza unica.

C’è un quorum?

No, il referendum non prevede quorum: il risultato sarà valido a prescindere dal numero dei votanti.

Sono previste tre rilevazioni dell’affluenza: alle 12, alle 19 e quella definitiva delle ore 22.

La riforma avrà effetto sulle prossime elezioni?

È un nodo ancora aperto. Il Presidente della Regione, supportato dalle strutture, sostiene che l’esito del referendum sarà “vincolante” per le prossime elezioni. Di parere opposto i promotori del referendum, secondo cui mancherebbero i tempi tecnici per l’applicazione immediata della riforma. Si preannunciano ricorsi, già a partire dal decreto di convocazione delle elezioni, atteso per fine luglio.

Chi è a favore del Sì e del No

A favore del Sì si sono dichiarati: l’Union Valdôtaine, Partito democratico, Stella Alpina, Valle d’Aosta Aperta, Valle d’Aosta Futura e Forza Italia

Per il No Alleanza Verdi Sinistra e Azione VdA

Lasciano libertà di scelta Lega Vda

Elezioni passate: qualche dato

2013 – Tre preferenze
Si presentarono 9 liste. Uv, Stella Alpina e Fédération Autonomiste, con un programma comune, ottennero il 47,9% e 18 seggi. L’alleanza Alpe, Uvp e Pd arrivò al 40,5% con 14 seggi. Furono eletti 19 volti nuovi su 35. Le donne furono 5 (Certan, Fontana, Morelli, Peaquin, Rini).

2018 – Ancora tre preferenze, ma arriva lo spoglio centralizzato
Le liste salirono a 10. L’Uv fu il partito più votato con il 19,25% (7 seggi), seguito dalla Lega con il 17,07% (7 seggi). Frammentazione alta e legislatura interrotta dopo due anni. I nuovi volti furono 15, le donne elette 8, salite a 10 in corso di legislatura (Certan, Minelli, Morelli, Nasso, Pulz, Rini, Russo e Spelgatti e poi Favre, in sostituzione di Laurent Viérin e Trione in sostituzione di Borrello).

2020 – Preferenza unica
Spoglio centralizzato confermato. Le liste divennero 12. La Lega ottenne il 23,9% (11 seggi), Pcp 7, Union Valdôtaine 7, Alliance-Stella Alpina-Italia Viva 4, Pour l’Autonomie 3, Vallée d’Aoste Unie 3. 12 nuovi consiglieri su 35. Le donne elette furono 4, diventate 3 dopo le dimissioni di Spelgatti, eletta al Senato della Repubblica.

37 risposte

  1. Se io fossi un politico mi vergognerei di commentare ciò che è stato questo referendum, dall’una e dall’altra parte delle barricate.
    Non hanno ben recepito il messaggio che se quattro galletti nel pollaio deffeyes non sono stati in grado di produrre una leggina a causa degli interessi di partito, non sicuramente delle donne o dei giovani o quant’altro, allora di questo bisogna vergognarsi, non venire alla ribalta per elemosinare piccoli consensi.

  2. Sentendo i commenti in sala stampa al tg, 3 riflessioni:
    1 – Il SI non è un assenso a tutta la nuova legge elettorale … non v’allargate!
    2 – Bisognerebbe cercare di elevare l’elettore facendogli capire l’importanza della legge elettorale – pur se con tutti i limiti di questo referendum – anziché far credere che la sanità e altri temi “più tangibili”, non siano collegati ad essa e alla qualità del consenso.
    3 – Notevole l’immaginazione di chi crede di aver vinto, nonostante abbia profuso sforzi per il risultato opposto.

  3. Che sia la volta buona che l’union del ‘ni droite ni gauche’ per una volta dopo le regionali non vada di nuovo a gauche come sempre…

  4. Reintrodurre le tre preferenze equivale a reintrodurre le cordate e tutto il resto. Di fronte a ciò, l’argomento del genere è una miserabile foglia di fico. Per chi sostiene che l’esito del referendum favorirà le donne, ci sono solo due possibilità : o ci crede – e allora é un ingenuo che deve cambiare mestiere – o è in malafede, e allora …

  5. La Lega ha lasciato libertà agli elettori perché non ha capito il quesito referendario!!! 😂😂

    1. l Pd rifletta a fondo sul voto di Aosta senza cercare alibi circa la data del referendum o altro.

  6. Ennesimo capolavoro politico di Fratelli d’Italia e Lega, che dopo aver voluto a tutti i costi il referendum, se ne sono completamente disinteressati nelle ultime settimane facendo cosi il gioco di chi sosteneva il SI. FENOMENI!

    1. È tutto calcolato: sanno che l’UV vuole far fuori l’alleanza con il PD usando il Centro Autonomista per poi allearsi con loro: scommettiamo che in questa settimana l’UV appoggia Girardini ad Aosta gioca regionali da sola senza alleanze, o con il Centro Autonomista, per poi formare la Giunta Regionale con FdI&co. E sarebbe corretto: i vertici al comando dell’UV sono orientati politicamente a destra.

      1. Il titolo “i valdostani vogliono” è fuorviante. Ha votato il 16%, di quel 16…il 52% vuole la follia delle tre preferenze. Per la scelta di meno di un decimo dei valdostani … si riapre il voto di scambio, i favori e le follie inclusive. Meno di un decimo dei valdostani. Meno.

      2. Non solo i vertici dell’uv. Il valdostano é tendenzialmente di destra, se togliamo i pochi nostalgici della lotta partigiana che il 99% degli elettori di oggi non sa neanche che cos’è…

      1. Ma governeranno fino al 2045 questi qua: con gli autonomisti sotto il loro comando. Prima l’UV si sceglieva sceglieva i propri alleati i base alla loro debolezza in Valle e facilmente manipolabili da poter essere controllari da loro: ora busseranno ai nuovi parti forti e ubbidire ai loro ordini pur di non sparire da posti apicali della regione. Insomma sono passari da essere padroni sugli alleati a schiavi degli alleati.

  7. Cara redazione cambiate il titolo: “Vince il si di misura ma alla maggioranza dei valdostani non interessa per nullla le 3 preferenze nella legge elettorale”. Chi era favorevole sarà a malapena il 9% degli elettori, ergo le tifoserie di partito. E quando l’84% della popolazione non vota e lascia in mano il destino di una regione o di un paese ai tifosi dei politici, so può tranquillamente smettere di parlare di democrazia. Meno male che non ha peso un peso decisionale estremamente alto l’astensionismo: se non molti referendum ed elezioni sarebbero inavalidate da anni. Già danno potere estremo ai partiti politici delle minoranze della popolazione, se avessero il potere di lasciare un territorio senza governo sarebbe il caos. Ai politici locali devono fare attenzione alle prossime regionali: se l’astensionismo sarà a questo livello, i partiti storicamente di peso in Valle sono sicuramente fuori dal Consiglio Valle e quelli che non normalmente non superano nemmeno la soglia di sbarramento entrano con la maggioranza assoluta. E purtroppo sono quelli che nel bene o nel male rimangono alleati di ferro e hanno l’elettorato coeso e fedelissimo. Ma è una cosa che farebbe molto bene ai partiti storici: se sono intelligenti reimparano l’umiltà e fanno un bagno di realtà che li fa tornare coi piedi per terra. Le conseguenze sul territorio naturalmente si sentiranno pesantemente per decenni, ma forse certa politica capirebbe che certe cose che fanno nelle sale del Consiglio Valle non fa bene alla democrazia e crea solo casini alla popolazione.

  8. Il referendum è una cosa seria!
    I nostri amministratori usano questo strumento come un’indagine di mercato, ben sapendo che non sarà il risultato dello stesso a cambiare il corso della politica o a sopperire alle loro mancanze.
    In questo modo non fanno altro che svilire quell’istituto democratico che in passato ha veramente coinvolto i cittadini su decisioni importanti rendendoli soggetti della vita legislativa dello stato.
    Vergognatevi!

  9. La tripla preferenza, soprattutto di genere, va contro ogni forma di libertà di voto, indirizza le preferenze e apre il vaso di pandora di voti buttati qua e là a persone che, realmente, non si sarebbero volute votare. L’unica vera forma di libertà è la preferenza singola.

    1. Concordo. Peccato che sia comprensione di pochi. Comunque ad Aosta ha vinto il no. Significativo è dire poco.

  10. E’ la prima volta che credo veramente che non valga la pena votare a sto refedereum; tre prefrenze, una preferenza o 35 non cambia assolutamente nulla!! Le legge elettorali sono fatte dai politici per i politici: se non conviene più loro che alla cittadinanza non continuerebbero con queste pantomime infinite di riforme su riforme. Che decidano i tifosi di partito la questione: per me potrebbero abolire i referendum confermativi su questo tema, tanti i favorevoli sono al già comando tramite elezioni.

  11. chissà come mai si “parla” veramente poco di questo referendum ? che la mancanza di quorum faccia troppo comodo ?

    1. E’ un referendum confermativo, e in quanto tale non c’è bisogno del quorum, Basta che voti anche solo una persona perché sia valido.

    2. Ma se c’è anche scritto nell’articolo che NON SERVE IL QUORUM. Basta anche un singolo voto per far vincere il SÌ o il NO.

  12. Non ho capito perché chi fa propaganda per il NO adduce la questione della soglia di sbarramento e il n. di firme – per la presentazione di nuove liste – visto che l’oggetto referendario riguarda solo il n. delle preferenze.
    È matematico, poi, che più preferenze aumentino il rischio di essere votati per i “non soliti noti”.
    E l’argomento del controllo del voto è decaduto da quando c’è lo spoglio centralizzato.
    Quindi sarei per il SI .

    1. La preferenza unica impedisce le cordate. Le tre preferenze fanno sì che vengano votati i soliti noti più i loro accoliti.

  13. La Lega Valle d’Aosta, avendo promosso il referendum così come Fratelli d’Italia, non è assolutamente vero che lascia libertà di scelta. Ma è a favore del NO. Dopodiché, avendo forse annusato l’odore di sconfitta, ha virato sulla libertà di scelta con i manifesti affissi sui tabelloni. Ma è un dato di fatto che siano stati i consiglieri regionali leghisti ad aver promosso con la loro firma il referendum confermativo. Quindi nell’articolo si siate più precisi, per favore.

  14. Spett redazione di Aostasera, è da alcuni giorni che cerco di farmi una opinione sull’argomento referendario del 10 Agosto. …e non ci riesco!
    È già difficile, se non impossibile, capire se una o tre preferenze possono porre le basi per una stabilità, ma almeno capire quali partiti votano si e quali no potrebbe aiutarmi.
    Chiedo quindi se è possibile produrre un articolo riepilogativo.
    Magari andando anche da ognuno dei consiglieri attuali e chiedere come intende votare.
    Grazie

    1. D’accordissimo, così sarà più facile votare esattamente il contrario di quello che invitano a votare i politici che non ci piacciono 😂

  15. Ecco la passione e la propensione dei nostri amministratori: indire referendum di cui i cittadini poco si interessano e spendere soldi inutilmente.
    Niente di nuovo.
    Non sprecherò mezz’ora del mio tempo.

  16. Voto unico! Chi ha i voti li prende, chi non li ha no, (non si capisce perché chi ha i voti deve avere anche il diritto di indicare i candidati che i voti non li hanno).

  17. E non abboccate allo specchietto per allodole della terza preferenza di genere diverso. Ognuno è libero di votare uomo o donna anche con la preferenza singola.

  18. Votare NO significa mantenere la preferenza unica e impedire il controllo del voto da parte di partiti e movimenti. Storicamente l’Union ha sempre cercato di controllare il voto con le 3 preferenze, in modo che seggio per seggio, votante per votante, potesse sapere chi aveva “sgarrato”.

  19. Se vince il no si rivolta con una legge elettorale che stata approvata a inizio legislatura e votata da 34 consiglieri su 35 (solo Daria Pulz non la aveva votata). Così dovrebbe essere per ogni nuova legge elettorale: ampiamente condivisa e lontana dal voto, non una cosa raffazzonata a ridosso delle elezioni, non un tentativo di “cambiare le regole mentre si sta già in campagna elettorale”. Io voterò No.

  20. Forse sarebbe utile spiegare chi è per il SI, chi è per il NO (e perché delle rispettive posizioni)

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