Scuola della Valdigne: un cambiamento che genera incertezza

Riceviamo e pubblichiamo la segnalazione di alcuni lettori.
I lettori di Aostasera copertina
I lettori di Aostasera

Scriviamo come genitori per portare all’attenzione dei lettori una questione che sta interessando l’Istituzione scolastica della Valdigne e che coinvolge in modo diretto molte famiglie del territorio.
Da tempo si discute della possibilità di modificare l’attuale organizzazione settimanale delle lezioni, valutando l’eventuale eliminazione del sabato come giorno scolastico nei plessi di Morgex e Courmayeur. Si tratta di scuole che, oltre all’indirizzo “ordinario”, offrono rispettivamente l’indirizzo musicale e il progetto Classes de Sport. L’eventuale modifica, secondo quanto comunicato, verrebbe attuata tra due anni.

Nel mese di dicembre è stata convocata una riunione propedeutica a un sondaggio rivolto ai genitori, chiamati a esprimersi tra tre possibili soluzioni:

mantenere l’attuale assetto, con scuola dal lunedì al sabato e nessun rientro pomeridiano;

eliminare il sabato introducendo due pomeriggi con tre moduli ciascuno;

eliminare il sabato portando a sette moduli giornalieri, con termine delle lezioni alle ore 14.10.

Per il plesso di Morgex, inoltre, nel caso di scelta dell’indirizzo musicale, sarebbero previsti, per tutte e tre le opzioni, ulteriori rientri pomeridiani.
Durante la riunione sono stati illustrati i pro e i contro delle diverse ipotesi, evidenziando però anche importanti elementi di incertezza, in particolare per quanto riguarda il servizio mensa e il trasporto scolastico. Questo ha inevitabilmente generato dubbi, perplessità e interrogativi tra i genitori, anche rispetto al benessere dei ragazzi, soprattutto nel caso in cui si optasse per la soluzione dei sette moduli consecutivi dalle 8.00 alle 14.10, senza pausa pranzo.
Le maggiori preoccupazioni sono emerse soprattutto da parte delle famiglie con ragazzi attualmente in prima media, che vedrebbero modificarsi l’organizzazione oraria nel corso del loro percorso di studi, e da parte dei genitori dei bambini che dovranno iscriversi alla scuola secondaria di primo grado il prossimo anno, chiamati a scegliere non solo l’istituto ma anche l’indirizzo di studio.
Il sondaggio si è chiuso il 18 dicembre. A oggi, tuttavia, non sono stati comunicati né gli esiti della consultazione né le eventuali decisioni conseguenti del Consiglio d’Istituto, nonostante ci si trovi ormai a ridosso della scadenza per le iscrizioni alle scuole medie.
Senza entrare nel merito delle preferenze espresse o delle scelte che verranno adottate, appare difficile comprendere la decisione di affrontare un tema così delicato senza fornire tempi certi e informazioni chiare. Questo clima di incertezza rende infatti complesso per le famiglie compiere una scelta serena e consapevole insieme ai propri figli, una scelta che incide non solo sull’organizzazione scolastica, ma anche sulle attività extrascolastiche dei ragazzi e sull’equilibrio dell’organizzazione familiare.

Confidando che questa riflessione possa contribuire a una maggiore chiarezza e a un dialogo più trasparente, porgiamo cordiali saluti.

Alcuni genitori

2 risposte

  1. Per me è più un problema di organizzazione delle famiglie più che degli insegnar. Occuparsene dei bimbi due giorni alla settimana per dargli il necessario riposo mentale ma anche il bisogno di godere delle piacevole attività con i più cari: nonni, cugini, amici … è spesso assai difficile per i genitori che lavorano stagionalmente a seconda dei periodi invernali, stivi e feriali in una Valdigne che lavora sia con i turisti in questi periodi sia nelle attività agricole ed altre contemporaneamente, il che non lascia molto tempo né molte energie a causa della stanchezza accumulata, ci si deve occupare anche dei propri figli il sabato mattina. In cambio, si preferisce che i minori lavorino, perché studiare significa lavorare con la mente e con il corpo, sei giorni alla settimana, e averli impegnati per tutto il sabato pomeriggio e la domenica a svolgere compiti e a preparare gli esami. Ma quando riposano e si divertono questi angioletti?

  2. La proposta di eliminare il sabato scolastico normalmente nasce dal desiderio di un weekend più lungo da parte di personale amministrativo e insegnanti, nonché di genitori che pensano più al proprio tempo libero che non alle necessità dei figli.
    I poveri ragazzini si troveranno a schiattare su 5 gg la settimana e con una marea di compiti da svolgere il sabato e la domenica.

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