Pechino, Shenzhen, Ordos, Guangzhou, Chengdu. Queste e molte altre sono state le città attraversate da Sveva Botrugno, ventunenne di Aosta, e Lucia Vittone, ventitreenne di Chieri, durante la tournée che le ha portate in Cina insieme alla Italian Philarmonic Orchestra. A coinvolgere le due violiniste nel progetto è stato il loro insegnante di violino Fabrizio Pavone, che già l’anno scorso aveva partecipato a questa tournée con due ex allievi del Conservatoire de la Vallée d’Aoste.

I tre violinisti, insieme agli altri settanta musicisti dell’orchestra, si sono esibiti in ben tredici serate nell’arco di ventuno giorni, trascorrendo le loro vacanze di Natale tra una sala da concerto e l’altra. “Partecipare a una tournée è un’esperienza che va fatta almeno una volta nella vita di un musicista, perché attiva dei meccanismi che altrimenti non si attiverebbero mai”, spiega Lucia, che è al secondo anno del Biennio Superiore di II Livello. “Ci è capitato diverse volte di fare dei viaggi anche di sette o otto ore in treni che andavano ai 500 chilometri orari, per poi esibirci la sera e quindi dover essere performanti nonostante la stanchezza accumulata”.

“È sicuramente stato stressante”, aggiunge Sveva, che sta frequentando il secondo anno del Triennio di I Livello, “ma nella vita di un musicista bisogna essere pronti a situazioni di questo tipo, più che a quelle di comfort. Comunque, è stata un’opportunità bellissima per cui ringraziamo molto il nostro insegnante Fabrizio, che, come molti altri maestri dell’orchestra, ha deciso di coinvolgere dei suoi studenti nel progetto. C’erano con noi infatti molti altri giovani della nostra età o un po’ più grandi provenienti da altri conservatori italiani, quindi è stato anche un buon modo per condividere le nostre esperienze e i nostri percorsi musicali”.

L’Italian Philarmonic Orchestra è un’orchestra non stabile promossa dall’Associazione Abruzzese Amici della Musica. L’obiettivo di questa tournée è quello di intensificare i rapporti culturali tra Italia e Cina, puntando alla condivisione del rispettivo patrimonio musicale. Così, accanto ad alcuni tra i pezzi operistici e sinfonici italiani ed europei più conosciuti, il repertorio include anche alcune celebri arie cinesi. “Il pubblico non applaudiva tanto durante il concerto”, continua Lucia, “quasi per una sorta di riverenza nei confronti della tradizione musicale europea. Quando arrivavamo a suonare i brani cinesi, invece, tutti si scatenavano”. Il primato dell’Italia nell’ambito dell’opera lirica è infatti molto riconosciuto in Cina. Al tempo stesso, però, “ci tengono molto al fatto che anche in Italia si conosca il loro patrimonio musicale”.

Tra un concerto e l’altro, Sveva e Lucia hanno avuto il tempo di scoprire non solo la musica, ma anche la cultura e i paesaggi cinesi. “È un popolo molto ospitale e rispettoso”, racconta Sveva. “Certo, l’idea che abbiamo noi è quella di una Cina molto tradizionale, che si ritrova solo nei quartieri più antichi, spesso ricostruiti a fini turistici. Colpisce molto vedere gli enormi grattacieli che sono stati edificati oppure sono in fase di costruzione, a testimonianza della crescita accelerata che questo Paese ha avuto nel corso dell’ultimo secolo”.

Sveva e Lucia, che intendono proseguire i loro studi musicali, tornano dalla Cina con una maggiore consapevolezza di cosa significhi fare una carriera musicale ed esibirsi in contesti internazionali di alto livello. La tournée testimonia, secondo le parole di Claudio Montesano, Direttore del Conservatoire de la Vallée d’Aoste, come quest’ultimo non sia “solo un polo di alta formazione musicale, ma anche un’istituzione capace di offrire concrete opportunità professionali ai propri allievi, attraverso esperienze internazionali di grande valore”.

A dimostrarlo sono le nuove opportunità, sempre più numerose negli ultimi anni, che coinvolgono allievi e docenti in esperienze internazionali di formazione e performance. Lucia, che si è trasferita quattro anni fa da Chieri per poter studiare con il Maestro Pavone in una cittadina tranquilla e senza troppe distrazioni, non avrebbe mai pensato di poter viaggiare così tanto grazie al Conservatoire nell’ultimo anno. “A settembre sono stata in Giappone grazie a un progetto che coinvolgeva diversi conservatori italiani per far esibire alcuni studenti all’Expo di Osaka. Io e un altro allievo del Conservatoire siamo stati selezionati grazie a un’audizione e abbiamo fatto le prove presso il Conservatorio di Venezia”.

Nello scorso anno accademico, poi, Lucia ha partecipato a una settimana di mobilità Erasmus+ in Finlandia, in cui quest’anno sarà coinvolta invece Sveva, che partirà per Turku il primo febbraio. “Questo è il secondo anno in cui alcuni allievi del Conservatoire prendono parte a questo progetto”, spiega Sveva. “Parteciperemo a una produzione orchestrale insieme a musicisti di altri conservatori europei e sarà un’altra bella occasione per conoscere persone straniere con la nostra stessa passione”.

Una risposta
I miei figli sono andati a studiare in diversi Conservatori fuori Valle, nulla a che vedere ( in meglio) con quello valdostano, ancorato a metodi didattici antiquati e docenti non sempre all’altezza delle aspettative, peccato…