Aosta si prepara a vivere due giorni straordinari: il 30 e 31 gennaio 2026 torna l’evento più identitario, atteso e sentito di tutta la Valle d’Aosta. Non è solo una fiera, è un rito collettivo, un viaggio nel cuore del saper fare artigiano, che da oltre mille anni trasforma le vie del centro in un laboratorio a cielo aperto. Ma la Fiera di Sant’Orso è anche molto di più: è esperienza, emozione, innovazione.
Questa 1026ª edizione segna un punto di svolta. Cade in un fine settimana, promettendo un’affluenza record. E proprio per questo l’organizzazione ha alzato l’asticella: potenziamento dei collegamenti da Ivrea con bus straordinari, servizi su misura per gli artigiani e nuove opportunità per i visitatori, come l’accesso scontato alla telecabina per Pila, con una corsa omaggio dedicata ai protagonisti dell’evento. Con 1.067 artigiani lungo le vie del centro storico, 57 maestri nell’Atelier e 67 protagonisti del padiglione enogastronomico, la Fiera si prepara a un’edizione straordinaria.

In cima, alla Stella di Pila, sarà visibile un simbolo potente: una riproduzione gigante del “Maunton”, il ciondolo in edizione limitata pensato per quest’anno dall’artigiano Peter Trojer, che fonde metallo e legno in un omaggio all’anima doppia della montagna. Ogni artigiano ne riceverà uno.

La Fiera cresce anche nei contenuti: per la prima volta entra in vigore la classificazione delle produzioni artigianali, un passo importante per valorizzare la qualità e raccontare la complessità di un mestiere. Accanto all’area espositiva, un cartellone culturale che dà il via alla festa già dal 28 gennaio, con spettacoli, concerti e appuntamenti per bambini, come la Veillà dei piccoli alla Cittadella.
L’atmosfera sarà vivace, autentica, travolgente. Gli spazi del gusto, tra il padiglione enogastronomico e il Mercato coperto animato da Coldiretti, porteranno in tavola il meglio della cucina valdostana. Le Pro loco coordineranno i punti ristoro “Rossoneri” per un’esperienza tutta da assaporare.