“Sapevo che il mio tempo con lui non era infinito”. Valentina Mastroianni racconta la scomparsa del figlio Cesare

Tra le pagine di "È stata tutta vita" Valentina Mastroianni narra gli ultimi mesi di vita del figlio Cesare, scomparso all'età di sei anni a causa di una malattia che, a soli diciotto mesi, gli aveva già tolto la vista.
Valentina Mastroianni a Nus foto Alice Dufour
Cultura

“Cesare è stato per me un dono”. Valentina Mastroianni riesce a vedere quello che la vita le ha dato e non quello che le è stato tolto. È questa la forza dell’autrice che nel suo ultimo libro È stata tutta vita, presentato a Nus ieri sera, mercoledì 28 gennaio, parla della prematura scomparsa del figlio Cesare. Il suo Cece – così lo chiama – è volato in cielo nel febbraio 2025, all’età di sei anni e mezzo, a causa di una malattia genetica rara che a soli diciotto mesi gli aveva già tolto la vista.

“Scrivere e raccontare è servito come terapia” racconta l’autrice. Perché il dolore rimane, non se ne va. Ma si elabora e si trasforma. Le pagine del libro celebrano la vita. Una vita che non c’è più, quella di Cesare. Sono pagine dedicate, più in generale, “a tutte quelle persone che si sono dimenticate che questa vita è un dono” ricorda Mastroianni.

Valentina Mastroianni a Nus foto Alice Dufour
Valentina Mastroianni a Nus foto Alice Dufour

“Sentiva l’odore della pioggia che cadeva. Mi ha insegnato ad amare le piccole cose”.

Eppure di fronte a un dolore così immenso, Valentina Mastroianni è riuscita a incamminarsi lungo la via dell’amore. “Il mio cuore – dice – non si è indurito. Non volevo che la sofferenza si riversasse su Alessandro e Teresa”. Il fratello e la sorella maggiore di Cesare (15 anni non ancora compiuti il primo, 11 anni la seconda, ndr).

“Nel racconto della storia della nostra famiglia e di Cesare ho sempre scelto di trovare il bello, anche dove non c’è”. Le sue sono parole incoraggianti. Un coraggio che affronta un tema tabù come la morte di un figlio. “Se ripenso a questi suoi sei anni e mezzo di vita, mi commuovo. Lo vorrei qui con me”.

Non poteva più vedere, ma tra i vicoli di Genova sentiva l’odore della pioggia che cadeva, quello dei giochi e il profumo della torta che arrivava dalla pasticceria. “Mi ha insegnato ad amare le piccole cose. Mi ha cambiato il cuore” ricorda l’autrice.

La storia di Cesare sui social e nei libri

“Com’è nata l’idea di portare tutto questo mondo, inclusi lutto e malattia, sui social?” A dialogare con Valentina Mastroianni, sul palco dell’Auditorium comunale, c’era la psicologa Nicole Decurti.

È attraverso i social che Valentina Mastroianni inizia a raccontare la storia dei suoi figli, in particolare parlando di Cesare che ha perso la vista a diciotto mesi a causa di una neurofibromatosi. Su Instagram, il suo blog personale @la_storia_di_cesare conta 424 mila follower.

“L’intento – risponde l’autrice – era di non far sentire sole le persone che cadono nel buco nero della malattia. Volevo sentirmi utile, pur essendo io stessa in balia della malattia di Cesare”.

Prima sui social, poi sui libri. Per far capire alle persone: “ce la posso fare anche io”. Tra i suoi titoli, La storia di Cesare (De Agostini, 2023), E voleremo sopra la paura. Noi e Cesare nella mano (De Agostini, 2024), Sarò i tuoi occhi. Il viaggio di Cesare (De Agostini, 2025) fino a È stata tutta vita (De Agostini, 2025).

Sapevo che il mio tempo con lui non era infinito.

Cos’è il dolore? Il dialogo tra l’autrice Valentina Mastroianni e la psicologa Nicole Decurti invita a riflettere. “Quando vedi tuo figlio soffrire, vorresti prendere tu tutta la sua sofferenza. Questo è dolore”.

“Abitavamo in un piccolo appartamento a Genova. Nelle ultime settimane Cesare se ne stava senza forze al piano di sopra. Noi quattro – padre, madre, fratello e sorella – vivevamo momenti di quotidianità al piano di sotto”, già senza di lui. “I suoi ultimi mesi – scanditi da visite mediche tra le corsie del Gaslini – non erano vita”, Cesare ha sofferto.

A inizio e fine presentazione risuonano nella sala i brani di Olly, quel cantante che un giorno tra le vie di Genova, in un incontro pubblico con i fan, ha preso in braccio Cesare. Lo stesso cantante che una settimana prima della scomparsa di Cesare, nel febbraio 2025, ha vinto Sanremo con Balorda Nostalgia. La stessa che ha provato Valentina Mastroianni al suo ultimo rientro a casa dall’Ospedale pediatrico Gaslini quando ha capito che bisognava andare avanti, sapendo che da quel momento in poi non avrebbe più avuto ricordi insieme al figlio Cesare. “Sapevo che il mio tempo con lui non era infinito”.

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