L’Oratorio del centro apre il cantiere alla comunità: “Abbiamo le persone, ci mancano le strutture”

L'Oratorio San Filippo Neri ha presentato pubblicamente l'ambizioso progetto di riqualificazione che prevede abbattimento barriere architettoniche e sistemazione degli spazi.
L'oratorio di Aosta
Società

Aprire le porte del cantiere – prima ancora che dei locali – per spiegare cosa sta succedendo e perché. È l’obiettivo dell’incontro organizzato questa mattina, sabato 7 febbraio, dall’Oratorio San Filippo Neri di Aosta, che ha presentato alla comunità il progetto di riqualificazione della propria sede in pieno centro: un edificio costruito negli anni Sessanta, un tempo sede della casa della Carità, e oggi alle prese con limiti strutturali e funzionali.

“A volte si fanno le strutture e non ci sono le persone, noi abbiamo le persone e ci mancano le strutture”, ha esordito don Fabio Bredy, delineando il senso dell’intervento e, insieme, la richiesta di un sostegno che non è solo economico. “Abbiamo bisogno di un aiuto materiale ma anche soprattutto morale, un supporto che ci fa venire voglia di andare avanti”.

Un investimento da 2,5 milioni in cinque lotti

Il piano complessivo prevede un investimento di 2 milioni e mezzo di euro, suddiviso in cinque lotti da 500mila euro ciascuno, ipotizzando un lotto all’anno. “Qualcuno direbbe che è un’opera avventata perché ci vogliono tanti soldi”, ha ammesso don Bredy, spiegando però che la scelta nasce dalla necessità di mettere in sicurezza e rendere davvero fruibili spazi che, oggi, non riescono più a rispondere alle esigenze di una realtà in crescita.

L’Oratorio San Filippo Neri, hanno ricordato, coinvolge circa 500 famiglie e ospita durante l’anno attività diverse: dall’Estate ragazzi a eventi e laboratori, da feste di compleanno, all’attività del doposcuola, realizzato in collaborazione con l’associazione Uniendo Raíces. Un ruolo importante lo gioca anche il campetto, indicato come uno spazio capace di accogliere ragazzi e ragazze che spesso restano ai margini di altri contesti.

Negli ultimi anni, in particolare, si è registrato un aumento “esponenziale” dei partecipanti all’Estate ragazzi, sostenuta anche dall’impegno di circa 100 studenti delle scuole superiori che prestano servizio come animatori.

Obiettivi: accessibilità, sicurezza e impianti sostenibili

Il progetto di riqualificazione punta a intervenire su diversi fronti. Tra le priorità ci sono l’eliminazione delle barriere architettoniche – in una struttura descritta come “tutta a scale” – il rinnovo degli impianti con attenzione alla sostenibilità, la riorganizzazione degli spazi e il miglioramento complessivo della sicurezza.

Per progettazione e direzione lavori sono coinvolti l’architetto Roberto Rosset, mentre per la parte impiantistica figura André Clos; tra i tecnici anche l’ingegnere Davide Maietti. I lavori sono realizzati materialmente dallimpresa Edil Santise.

Il primo lotto è già in corso e riguarda il salone e la cappella, oltre alla realizzazione di servizi igienici accessibili. La conclusione dei lavori è prevista entro i primi giorni di giugno 2026, con l’obiettivo di arrivare pronti alla edizione 2026 di Estate ragazzi.

Sul fronte delle risorse, per questo primo intervento la copertura è già definita: il 70% arriva dai fondi dell’8 per mille, mentre il restante 30% è sostenuto dalle offerte della comunità.

Come contribuire

Chi desidera sostenere i lavori può farlo attraverso la dichiarazione dei redditi, destinando l’8 per mille alla Chiesa cattolica o il 5 per mille. È inoltre possibile effettuare donazioni direttamente, anche tramite PayPal e carta di credito. Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito cattedraleaosta.it.

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