Con più solo 7 settimane di cassa integrazione da utilizzare da qui al marzo 2027, la Cogne Acciai Speciali corre ai ripari, scegliendo i contratti di solidarietà per far fronte alla riduzione degli ordini nel settore dell’acciaieria.
I sindacati martedì hanno siglato l’accordo con l’azienda e ieri hanno illustrato i contenuti ai lavoratori. Sono interessati dalla misura 166 lavoratori dei reparti acciaieria e collegati.
“Si tratta di uno strumento che funziona più o meno come la cassa integrazione – spiega Fabrizio Graziola della Fiom Cgil –. Non sappiamo ancora con precisione per quanti giorni verrà applicato: non dovrebbe superare una settimana al mese, ma dipenderà dall’andamento produttivo”.
Già dalla prossima settimana sono previsti due giorni di riduzione, cui se ne aggiungeranno altri due a fine febbraio. L’accordo prevede la possibilità di arrivare fino all’80% di riduzione dell’orario di lavoro, “anche se non dovrebbe essere applicata in maniera così estesa”.
“Questo strumento – continua Graziola – serve a sopperire al fatto che gli ammortizzatori sociali finanziati in precedenza sono quasi esauriti: mancavano sette settimane, che sarebbero terminate a marzo 2027. Con questa soluzione l’azienda riesce a coprire il periodo senza lasciare scoperti i lavoratori”.
Gli altri circa 1.100 dipendenti continueranno a lavorare regolarmente e non saranno interessati dalla riduzione. “Nessuno verrà lasciato a casa, non ci sono esuberi e i contratti a termine sono salvaguardati: circa 80 lavoratori a tempo determinato sono stati confermati”.
Dal punto di vista economico, il trattamento dovrebbe essere analogo a quello della cassa integrazione. “I lavoratori non perderanno ferie né ratei di tredicesima: matureranno come se lavorassero a tempo pieno”, precisa il sindacalista.
Il calo produttivo è legato a diversi fattori. “I cambiamenti avvenuti nel nostro mercato di riferimento e causati dall’alto costo del nichel, i dazi americani e la forte presenza nel mercato europeo di acciai inossidabili provenienti da Paesi produttori low cost ci ha portati ad una importante diversificazione e ad un prodotto ad alta specializzazione. Ciò ha causato una maggiore saturazione degli impianti a valle dell’acciaieria ma ha lasciato quest’ultima più scarica a causa della perdurante minore richiesta di acciaio complessiva. Per queste motivazioni abbiamo chiesto alle OOSS e alla nostra RSU un accordo per poter riequilibrare il flusso produttivo” spiega Pietro Golini, direttore delle Risorse Umane di Cogne Acciai Speciali.
Per riequilibrare il flusso produttivo l’azienda ha quindi chiesto alle organizzazioni sindacali e alla RSU di attivare i contratti di solidarietà, fino a maggio 2026.
“Con la firma dell’accordo del 10 febbraio scorso riteniamo di aver messo in campo lo strumento corretto per poterci garantire la sostenibilità dei costi della manodopera, naturalmente qualora le previsioni sul calo dei volumi produttivi dovessero aggravarsi reagiremo di concerto con le Parti sociali” prosegue Golini, che sul proseguo spiega esser “prematuro fare previsioni ed è difficile poter confermare con certezza cosa accadrà a maggio, i rapporti con il sindacato sono stati sin qui costruttivi, sicuramente proseguiremo il confronto e se necessario ci siederemo nuovamente al tavolo per attivare gli strumenti a nostra disposizione”.
A fine aprile l’assemblea degli azionisti approverà il bilancio 2025. Dopo la perdita di 36,5 milioni di euro registrata nel 2024, anche l’esercizio in corso si preannuncia negativo. “Il risultato atteso sarà ancora una perdita”, conferma la direttrice generale di Cas Monica Pirovano.
Le prospettive di ripresa sono legate all’introduzione delle nuove normative europee previste nei prossimi mesi. “Se a partire da luglio 2026 la Ue metterà in atto le misure di salvaguardia a favore delle industrie europee, anche per il settore dell’acciaio ci saranno dei risvolti positivi, in quanto ritornerà sul mercato la sana competizione tra aziende europee che affrontano gli stessi costi di produzione, inclusi il costo del lavoro, la sostenibilità, la sicurezza sul lavoro e le energie”.
