A molti cittadini aostani, l’area FA08 – o area F8 – probabilmente dirà poco. ma è proprio lì che, da decenni, si cerca di giocare una partita diventata un rompicapo per tutte le ultime amministrazioni del capoluogo. Detta anche – più nei programmi elettorali che altro – “Porta sud”, parliamo della zona dietro la ferrovia che dalla stazione va verso l’alta Valle e che comprende anche l’area di parcheggio della telecabina per Pila.
Un’area la cui riqualificazione, tema annoso, è sempre rimasta appesa al sottile filo tirato da un accordo di programma tra Comune, Regione e VdA Structure – uno dei tanti – del lontano 2011 che prevedeva proprio lì l’edificazione del nuovo Palazzo regionale che avrebbe accorpato, in un solo luogo, tutti gli assessorati.
Progetto sfumato, poi congelato. Ma intanto, l’area è rimasta in un limbo da allora. In ballo c’è però una nuova bozza di accordo, si diceva a giugno. E, come emerso oggi, durante i lavori della quarta Commissione “Affari istituzionali” del Comune di Aosta, qualcosa sembra finalmente muoversi. Con tutti i “forse” del caso.
La base della discussione si trova nella Sezione operativa del Documento unico di programmazione approvata di fresco dalla Giunta cittadina. Ma la discussione viene stuzzicata dai banchi dell’opposizione: “Fa piacere che si parli della riqualificazione della zona FA08 – ha detto la consigliera leghista Sylvie Spirli –, e che ci sia tavolo di concertazione con tutti soggetti interessati per arrivare finalmente alla revisione del vecchio accordo di programma. Andrebbe rifatto ex novo, le necessità sono cambiate nel corso del tempo e servono modalità di finanziamento differenti come il partenariato pubblico-privato”.
Ma, soprattutto, “nella riqualificazione serve anche il superamento della barriera ferroviaria, di fondamentale importanza per unire una zona quasi periferica al centro storico”, ha aggiunto Spirli.
Gli approfondimenti ambientali. Poi, forse, “il momento decisivo”
Per metter mano alla zona, prima c’è un passaggio: “L’area F8 è strategica, su questo conveniamo tutti – ha risposto il sindaco Raffaele Rocco –. L’accordo di programma è stato sospeso a metà dell’anno scorso dalla Regione, che ha dato mandato al Comune di procedere con gli approfondimenti ambientali. La presenza dell’acciaieria rende necessario conoscere i vincoli per le destinazioni future. Come Amministrazione, assieme ad Arpa, stiamo approfondendo le condizioni ambientali dell’area, conditio sine qua non per prendere in ipotesi nuovi insediamenti”.
“La destinazione finale verrà vista con la Regione e VdA Structure, con cui sono già stati avviati i contatti, in funzione dei risultati delle analisi ambientali – ha aggiunto il Primo cittadino –. Entro l’anno, questi dovrebbero portarci a ridefinire l’accordo di programma e capire come procedere per cercare finanziamenti assieme alla Regione, fondamentali per capire gli interventi realizzabili”.
Però, “proprio questo non ci consente di dire ora cosa si farà nel 2027 e nel 2028 – sempre Rocco –. Sarà l’accordo di programma a definirlo. Noi vorremmo fossero interventi realizzabili nel più breve temp possibile, per rendere l’area meno dequalificata rispetto ad adesso”.
Superare l’accordo di programma (con un accordo di programma)
Qualcosa in più lo dice l’assessore alla Pianificazione Luca Tonino: “Tante volte è sembrato fosse il momento decisivo. Questa volta, però, siamo al punto in cui si può decidere cosa fare. E l’acquisizione da parte dell’Amministrazione regionale della linea Aosta-Pré-Saint-Didier (ne parlavamo nel nostro dossier sui dieci anni dalla chiusura della tratta, ndr.) dovrebbe essere breve. Questo è il cambiamento decisivo rispetto decenni scorsi”.
“Confidiamo che nei prossimi anni ci siano tutte le carte per decidere il futuro di quell’area in cui si gioca un pezzo di futuro – ha proseguito Tonino –. Ma prima di prendere decisioni è necessario avere il quadro completo con tutti sottoscrittori del Patto. A breve ci sarà anche un intervento interessante, dato che lì verrà localizzato il centro unico ricerca. Prima, però, è importante definire cosa sia possibile fare dal punto di vista ambientale”.
O meglio: “Gli approfondimenti di quest’anno serviranno proprio per quello. Potrebbe essere un anno cruciale per lo sviluppo di quell’area. Il Comune ha anche onere di immaginare lo sviluppo di quella zona, ed è da fare entro l’anno. Ma senza dati ambientali sarebbe un esercizio di fantasia. Poi seguirà lo studio propedeutico al nuovo accordo di programma”.
Al netto dell’accordo, nei cassetti comunali uno studio – ma di fattibilità – in realtà ci sarebbe pure. Risale al lontano 2018, ed è rimasto solo sulla carta. Invischiato anch’esso nelle pastoie di un accordo di programma che ora si cerca – disperatamente – di superare.
Aosta e la “Porta Sud” del Turismo. Che però resta sulla carta
