Il 2026 porta con sé alcune novità in ambito culturale. Prima tra tutte, la riapertura del Teatro Romano di Aosta che tornerà accessibile al pubblico a partire dall’estate. L’annuncio è arrivato dalla Soprintendente ai beni e attività culturali Laura Montani, durante l’incontro annuale del Coordinamento Musei Valle d’Aosta. L’incontro è stata l’occasione per fare il punto sui risultati 2025 di Abbonamento Musei (AM), che riunisce l’offerta culturale di Piemonte, Lombardia e Valle d’Aosta con sconti e ingressi gratuiti, e per presentare progetti e obiettivi per il prossimo anno.
Tra le novità anche un’iniziativa dedicata all’anniversario della morte della Regina Margherita. Sarà lanciato il podcast per bambini “I Savoia in Valle d’Aosta”, all’interno del format “Fila a nanna”. Un percorso narrativo tra i luoghi legati alla famiglia reale, dal Castello di Gressoney-Saint-Jean al Castello di Sarre, fino al Parco Nazionale del Gran Paradiso. “Si tratta di favole in cui vengono raccontati ai più piccoli i luoghi della cultura con l’obiettivo di suggerire una visita”, ha spiegato la direttrice di Abbonamento Musei, Simona Ricci.

I numeri del 2025
I dati, presentati al MegaMuseo, confermano un andamento positivo. Nel 2025 gli ingressi degli abbonati nei 31 musei e siti aderenti al circuito sono cresciuti del 22% rispetto all’anno precedente, superando quota 83mila visitatori, con un picco nel mese di agosto.

Rimangono invariati rispetto allo scorso anno i musei e i castelli più visitati. Il Forte di Bard si conferma il sito con più ingressi, sia di residenti sia di turisti. Seguono i castelli di Fénis, Aymavilles, Savoia e Issogne e subito dopo il MAR, il MegaMuseo e il castello di Sarre. In totale gli ingressi tra siti e castelli, sommando anche i visitatori senza abbonamento, sono stati 532mila.
Il confronto con gli anni precedenti resta complesso, ha sottolineato Viviana Vallet, dirigente della Struttura Patrimonio storico-artistico e Gestione siti culturali, per via delle chiusure legate ai lavori in alcuni siti. “Con le chiusure dei siti legate ai lavori è impossibile confrontare un anno con l’altro”, ha detto, ricordando però “straordinari successi come l’aumento del +47% del MegaMuseo“.
Per Vallet, i numeri raccontano “una svolta epocale, un cambio di paradigma nella gestione del patrimonio culturale valdostano. Siamo passati da una gestione frammentata a una sistemica, ottimizzando risorse e rafforzando l’identità. Non si parla più di singoli attrattori isolati, ma di nuove sinergie con i Comuni ed esperienze di visita più strutturate”. In particolare, nel 2025 sono state realizzate 450 attività didattiche ed educative e 120 eventi nei musei e nei siti culturali della regione.

Gli abbonamenti venduti in Valle d’Aosta sono arrivati a quota 1.429, su un totale di 215mila abbonati complessivi. Un dato stabile rispetto agli anni precedenti, ma con un cambiamento nelle modalità di acquisto: cresce la vendita online, diminuiscono i punti fisici. L’età media dei visitatori è di 52 anni, con la fascia 27-64 la più rappresentata: una comunità di appassionati e curiosi, che visita in media 6/7 musei durante l’anno.
Per l’assessore all’istruzione, cultura e politiche identitarie Erik Lavevaz, il circuito “cambia approccio alla cultura e ai siti, una sorta di “all you can visit” che permette di tornare e approfondire, favorendo una fruizione continuativa e consapevole e trasformando la visita in un’abitudine”. Quella che deve affrontare la cultura resta però, secondo il presidente di Abbonamento Musei Alberto Garlandini, una sfida: “Solo nel 2024 siamo tornati a una situazione pre-pandemica”, ha ricordato. “Due terzi della popolazione italiana non va né al museo né a vedere mostre, il nostro obbiettivo non deve essere solo vendere abbonamenti ma far arrivare le persone nei musei.”

I progetti
Tra le iniziative del 2025, “Aosta si svela”, due giorni per scoprire la città e i suoi musei in collaborazione con Adava, “AM Club”, con 22 eventi dedicati agli abbonati e oltre 500 partecipanti, “Disegniamo l’arte” per bambini e famiglie e “AMxAosta2025”, il programma loyalty che premia le visite con punti e gadget. Sono stati riscattati oltre 580 premi.
Il 2026 è anche l’anno dei vent’anni del Forte di Bard che dal 2006 conta circa 5 milioni di ingressi e 184 mostre ed eventi organizzati. “Siamo molto piccoli e dobbiamo confrontarci con realtà molto più grandi”, ha sottolineato la presidente dell’Associazione Forte di Bard, Ornella Badéry. “Non abbiamo una città vicina e quindi tutto il nostro pubblico deve arrivare da più lontano. E può arrivare in un solo modo: con l’automobile. È una questione problematica a cui bisogna pensare”.

Per il 2026 l’attenzione si concentrerà anche sul castello Gamba, con una spinta sull’arte contemporanea per intercettare nuovi pubblici, dopo gli interventi sull’accessibilità realizzati lo scorso anno. Il castello, che ospita il Museo di Arte moderna e contemporanea della Regione, era stato chiuso al pubblico durante la primavera del 2025 e aveva riaperto a luglio, dopo gli interventi tecnici per l’abbattimento delle barriere architettoniche con un rinnovato ingresso-biglietteria.
