Alle Olimpiadi di Milano-Cortina, Claudia Abram ci doveva proprio andare. Si era candidata a fare la volontaria in pista per lo sci di fondo, per vivere dall’interno il più grande evento sportivo dopo aver assistito come tifosa a quelle di Torino nel 2006. E lei di grandi eventi se ne intende, visto il suo coinvolgimento diretto e fondamentale nell’organizzazione delle gare di Coppa del Mondo di sci di fondo a Cogne e della MarciaGranParadiso. Ma le Olimpiadi “sono state una delle esperienze più belle e arricchenti in assoluto della mia vita”.
La cogneintze è stata infatti Vice Direttrice dell’Ufficio Gare per lo sci nordico (fondo e combinata nordica) alle Olimpiadi appena conclusesi, e lo sarà anche delle Paralimpiadi. Per lei è stata una sorpresa, racconta di aver ricevuto la telefonata “pensando fosse uno scherzo” e di aver subito contattato Enzo Macor e Michel Rainer, i due direttori di gara con cui aveva collaborato per la Coppa del Mondo di Cogne, che le hanno rivelato di aver fatto il suo nome in fase di costruzione del team olimpico. “Sono stati momenti un po’ travagliati, perché dovevo dare una risposta nel giro di pochissimi giorni”, racconta Claudia Abram. “Dovendo stare via più di due mesi, tra famiglia e lavoro non è stata una decisione facile. Ma poi siamo riusciti a trovare una quadra, è un’occasione unica che non capita tutti i giorni e sono super contenta”.

In Val di Fiemme la presidente dello Sci Club Grand Paradis non si è di certo annoiata, lavorando dalle sei del mattino alle otto di sera: “Ero in un grandissimo team di professionisti, ho imparato moltissimo ed ho trovato un ambiente fantastico, con gente giovane e preparata e carica di entusiasmo. È stato molto stancante, ma talmente interessante che non te ne accorgevi neanche”. Cinque persone nell’ufficio gare diretto da Luca Zanon più una decina di volontari che avevano l’importante compito di fare da collegamento tra la giuria e le squadre.
“Dovevamo preparare le riunioni di giuria e redigere i verbali, controllare le iscrizioni, preparare i pettorali, disegnare le piste con le zone riservate ad allenatori e fotografi, ad esempio”, continua Abram. Tanto lavoro in fase di preparazione, che lasciava un po’ di respiro durante lo svolgimento delle gare, tranne nelle sprint in cui bisognava fare da tramite tra timing e giuria in ogni batteria.
“Diciamo che la sprint e la team sprint non siamo riusciti a guardarle e vivercele al 100%, ma quando sono arrivate le medaglie è stato bellissimo. Ecco, lì non è stato facile rimanere professionali”, ammette scherzando.
Ora, dopo aver tirato il fiato per una settimana, Claudia Abram è di nuovo in partenza per le Paralimpiadi: “Per me è un mondo completamente nuovo, ma quello che sono riuscita a vedere è stato interessante. Sono molto curiosa”.
