Una rilettura dell’Eneide di Virgilio, in dialogo con la dimensione geologica e contemporanea dell’area di Cuma e dei Campi Flegrei.
È quanto propone Filippo Maria Pontiggia nel suo documentario Averno, che sarà presentato in prima mondiale il 3 giugno al Festival CinemAmbiente di Torino, iniziando così il suo percorso di distribuzione nei festival internazionali.

Pontiggia, originario della Valle d’Aosta, opera nell’ambito del cinema documentario e della sperimentazione audiovisiva, anche attraverso progetti legati a installazioni e pratiche immersive.
Diplomato alla ZeLIG Scuola di cinema documentario, è curatore della sezione sperimentale Spazio X di FrontDOC e collaboratore del Cervino CineMountain Film Festival. Il suo Conigli al cimitero (2024) ha vinto il Premio Studenti al Trento Film Festival e una menzione nella sezione Orizzonti Vicini.

Ora, con Averno, Pontiggia debutta in prima mondiale nella più importante manifestazione italiana dedicata al cinema a tematica ambientale, organizzata ogni anno a Torino dal Museo Nazionale del Cinema.
Averno nasce all’interno del percorso della scuola di documentario ZeLIG di Bolzano e sviluppa una ricerca che intreccia mito, archeologia e paesaggio. Il vulcano dei Campi Flegrei diventa metafora di un magma sociale e politico pronto a esplodere. Il documentario riflette così sull’incertezza del futuro e sulla piccolezza umana di fronte all’eternità.
Il film sarà proiettato il 3 giugno alle 17.45 al Cinema Massimo di Torino.
