Come si può, nel proprio piccolo, fare la differenza? A questo interrogativo proveranno a rispondere i personaggi dello spettacolo “Che differenza fa”, proposto da studenti e studentesse del Liceo scientifico e linguistico Bérard, a conclusione del laboratorio teatrale che li ha impegnati durante l’anno scolastico appena concluso.
Questo è il secondo anno in cui l’istituzione propone un laboratorio teatrale a studenti e studentesse di tutte le classi di entrambi gli indirizzi. Proposta e seguita dalla professoressa Sabrina Pirana, l’iniziativa ha avuto successo anche quest’anno, anche se i numeri sono leggermente diminuiti rispetto allo scorso.
Sono sei i ragazzi e le ragazze che quest’anno si sono incontrati ogni mercoledì pomeriggio, da febbraio a oggi, sotto la guida dell’autrice e regista Stefania Minniti, che ha condotto il laboratorio.
L’idea dello spettacolo è germogliata da una sceneggiatura che Minniti aveva iniziato a scrivere qualche anno, adattata in modo che fosse tagliata a misura del gruppo. “Il testo è solo in parte originale”, racconta Minniti, “perché da sempre mi piace ‘giocare’ con testi, stili e strumenti differenti, finendo per creare dei veri e propri mash-up di testi teatrali, scene cinematografiche, romanzi più o meno conosciuti. Quindi anche questa volta il pubblico si troverà di fronte ad una grande coperta patchwork di testi, musiche e personaggi, cucita e tenuta insieme da un unico tema, che quest’anno è una grande domanda: come si può fare la differenza nel mondo?”.
Lo spettacolo, a ingresso libero, sarà ospitato negli spazi di Plus ad Aosta il 9 giugno, alle ore 20.30.
L’appuntamento, secondo Minniti, non rappresenta il fine ultimo del laboratorio, ma lo strumento che ha permesso di far emergere le particolarità e le predisposizioni di ogni ragazzo, e che si auspica possa suscitare riflessioni anche tra gli spettatori. “Vorremmo che il pubblico tornasse a casa quella sera pensando di aver vissuto un gran bel sogno ad occhi aperti, ma portando con sé, nel cuore, anche qualche piccola grande verità. Perché in fondo è risaputo: ‘I sogni son desideri….’”.

