“Quando una persona che amiamo ci lascia, il suo corpo non è più accanto a noi, ma l’amore che ha donato non scompare, resta vicino alle persone che ha amato. Per questo guardando il bellissimo murale, ci piace pensare che Elisa e Jean Daniel siano stati qui con voi mentre lo realizzavate, accompagnandovi con il loro amore”.
Con queste parole Vilma, madre della giovane valdostana Elisa Arlian, morta insieme al suo ragazzo Jean Daniel Pession in un tragico incidente sul monte Zerbion nel 2024, ha concluso il suo discorso di inaugurazione del murale dedicato a sua figlia nella scuola primaria di La Salle.

Era qui che Elisa aveva insegnato prima di spostarsi nella scuola di Saint-Marcel. Ed è qui che la maestra e collega Agnese Dufour ha avuto l’idea di dedicarle un muro della biblioteca della scuola, coinvolgendo nel progetto artistico i bambini della classe quinta, che avevano avuto Elisa come maestra quando erano in prima.
All’inaugurazione, che si è svolta lunedì 8 giugno poco prima della chiusura dell’anno scolastico, in tanti hanno preso parte, per ricordare la giovane maestra in uno dei luoghi che ora custodirà per sempre il suo ricordo.
“Siamo stati felici di concedere gli spazi e di partecipare all’inaugurazione, che è stata arricchita dall’esibizione del Coro dei Nonni di La Salle, un altro progetto che sta a cuore all’amministrazione comunale”, racconta l’assessore alla cultura Marco Cretaz.
Il murale è stato realizzato dai bambini guidati da Agnese Dufour, con l’aiuto della vicesindaca Agnese Porchiola, di Ivana Paternolli e Daria Requedaz.

Il disegno racchiude idealmente alcune delle passioni che hanno fatto splendere la vita di Elisa. La giovane, maestra di sci di fondo, è raffigurata mentre sta sciando, in un paesaggio che mescola elementi invernali ed estivi.
Tra questi ultimi, i fiori preferiti di Elisa, i girasoli, e di Jean Daniel, le margherite, disegnati gli uni a fianco agli altri per ricordare la loro unione, resa indissolubile dalla scomparsa comune.
Dietro di lei, i profili delle montagne disegnate replicano quelli delle creste della Valdigne, che si scorgono dalla finestra della biblioteca. Tra le montagne spunta un sole, accanto a una farfalla e a una scritta: “Il Sorriso che resta”.

Ora, il sorriso di Elisa resterà sempre nella scuola, per lasciare un messaggio ai bambini che oggi la frequentano, così come a quelli che vi studieranno in futuro. Quello stesso messaggio che la madre Vilma ha consegnato nel suo discorso: “Elisa vi direbbe di tenere sempre il cuore aperto, di essere gentili gli uni con gli altri e di non perdere mai il sorriso. Il suo sorriso era uno dei suoi doni più belli e con quel sorriso affrontava la vita e le sfide che incontrava”.
