La spedizione del Centro Addestramento alpino conquista l’Aconcagua

I sette militari, rientrati in Valle martedì 25 gennaio scorso, hanno dovuto rinunciare al Cerro Torre, il Fitz Royo inseriti inizialmente tra gli obiettivi. Hanno anche contribuito a portare parte del materiale al rifugio Elena, a 6.100 metri di quota.
I militari che hanno preso parte alla spedizione
Società

Sette militari del Centro Addestramento Alpino di Aosta hanno trascorso due mesi in Argentina per un’importante spedizione alpinistica. Tre gli obiettivi principali: il Cerro Torre, il Fitz Roy e l’Aconcagua. Gli alpini sono riusciti però a portare a termini solo l’ascensione dell’Aconcagua a 6900 metri di quota.

Partiti il 28 novembre scorso,sono rientrati martedì scorso, il 25 gennaio. Alla spedizione hanno partecipato: Ettore Taufer (capo spedizione), Davide Spini, Marco Farina, Elia Andreola, Francesco Canale, Patrick Farcoz e Simoma Hosquet.

Siamo molto contenti dell’esperienza fatta dai nostri alpini – ha commentato il colonnello Marco Mosso, comandante delle attività sportive del Centro Addestramento – purtroppo quando si parte per una nuova missione bisogna mettere in previsione anche le condizioni meteo, che in questo caso non hanno giocato a favore. Nel complesso possiamo dire che è stata un’esperienza positiva, per due giovani alpinisti la prima, e ci ha permesso anche di testare attrezzature e capacità‘.

Soddisfatti dell’esperienza tutti i componenti della spedizione, soprattutto i più giovani. ‘‘Nella prima fase – spiegano il maggiore Patrick Facoz e il luogotenente Ettore Taufer – abbiamo avuto pochi giorni di bel tempo, il nostro obiettivo era il Cerro Torre per la via Ovest, ma non e’ stato possibile. Abbiamo tentato così per la via del Compressore, ma a pochi metri dalla vetta il forte vento ci ha fatto desistere. Stessa cosa per Fitz Roy. Siamo arrivati in Patagonia il primo dicembre e siamo ripartiti il 4 gennaio. Abbiamo però potuto testarci e soprattutto è dalle sconfitte che si impara per poi portare a case dalle vittorie importanti‘.

Obiettivo raggiungo, invece, per quanto riguarda l’ascensione dell’Aconcagua, a 6.962 metri di quota. ‘In questo caso – continuano i militari – ci siamo aggregati a due colleghi argentini, si trattava di una montagna piuttosto semplice e le finestre di bel tempo sono state di più. In questo caso, abbiamo avuto anche l’occasione di soggiornare in un campo militare argentino, semplice, ma ben attrezzato‘.

Gli alpini del Centro Addestramento hanno anche contribuito a portare parte del materiale al rifugio Elena, a 6.100 metri di quota. La capanna, inaugurata da un mese e utilizzata sia come bivacco che come centro di soccorso, è stata voluta e finanziata da Antonio Senin, padre di Elena, l’alpinista morta nel gennaio del 2009 proprio sull’Aconcagua. ‘Si tratta di un rifugio – spiega Antonio Senin – che potrà essere utile a molti, perché tragedie come quella di mia figlia non si ripetano più‘.

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