Sei premi speciali per gli artigiani della “Saint Ours 2011”

Come di consueto, la prima giornata di Fiera coincide con l’aggiudicazione dei premi. E’ il momento dell’incoronazione degli artigiani che, più di tutti, si sono distinti con le loro creazioni.
Anna Maria Moretto
Cultura

Come di consueto, la prima giornata di Fiera coincide con l’aggiudicazione dei premi. E’ il momento dell’incoronazione degli artigiani che, più di tutti, si sono distinti con le loro creazioni. Sono sei i riconoscimenti che sono stati attribuiti anche quest’anno: quello della “Fiera al femminile”, il premio “don Garino”, il “Pierre Vietti”, il premio per la conservazione delle tecniche artigianali, il “Robert Berton” e l’”Amedée Berthod”.

 

Il riconoscimento all’impresa “rosa”

“Sto imparando, ma credo che questo possa essere il mio lavoro in futuro – dice Sara Barrel, 20, che ha ricevuto il premio per l’imprenditoria femminile – già ora mi occupo a tempo pieno nella produzione tradizionale e mi occupa della vendita al dettaglio della cooperativa D’Socka nel negozio di Gressoney Saint-Jean”.

 

Il premio per l’opera religiosa

Il premio Don Garino per l’opera religiosa è andato a Anna Maria Moretto con un’opera che rappresenta tre momenti diversi della vita di Sant’Orso che sottolineavano la partecipazione del Santo alle necessità della vita di tutti i giorni. “Da tempo volevo fare qualcosa sulla vita del Santo – dice – in questi 15 anni di esposizione alla fiera sono passata da uno stile più preciso a quello che definisco ‘abbozzo consapevole’ in cui è l’occhio a completare l’opera”.

 

Il “Pierre Vietti”

E’ soddisfatta anche Luisa Arras, di Pont-Saint-Martin, che ha ricevuto il Premio Pierre Vietti del Comité des Traditions Valdôtaines che aveva quest’anno il tema degli oratori, le celebri “tsapellines”. L’opera dell’artigiana in particolare rappresentava una cappella votiva testimonianza della guerra di liberazione eretta dai familiari di Saint-Christophe sfuggiti al pericolo di essere fucilati. “Mi ha incuriosito molto il tema sulle cappelle votive – ha detto Luisa Arras – si tratta di una cappella molto recente fra quelle che ci sono in Valle, ma la guerra lascia sempre una traccia profonda”.

 

La fabbricazione di oggetti agricoli

L’assessorato all’agricoltura stabilisce un premio per l’artigiano che meglio ha preservato le tecniche artigianali tradizionali nella fabbricazione di oggetti agricoli. Fra gli oggetti esposti da Cersarino Bonin, di Arnad, c’è la falce, “lo vent” per separare il grano dalla pula e il tradizionale barilotto dei coscritti di Arnad. “Ho partecipato alla Fiera dal 1964 al 1975 – dice Bonin – ma poi mi sono fermato per seguire l’agriturismo e la vigna. Dall’anno scorso ho ripreso ad esporre e sono felice di questo riconoscimento”.

 

Il più giovane e il più vecchio

Infine Bernardo Reboulaz  e Enrico Cognein si sono visti assegnare rispettivamente il premio Robert Berton, per l’artigiano più anziano e quello Amedée Berthod per l’artigiano più promettente con meno di 25 anni.

“Produco oggetti per la casa completamente fatti a mano – dice Enrico Cognein, di soli 15 anni – partecipo alla fiera da tre anni, ma lavoro il legno dall’età di sei anni. Ho imparato alla scuola di mio papà”.

Compirà 87 anni il 28 marzo prossimo, invece, Bernardo Reboulaz che da sempre produce i classici galletti. E’ molto attivo, ma non se la sente di passare i due giorni di fiera al freddo. Per lui parla la figlia Emilia: “Mio papà da almeno 40 anni ha il banchetto alla fiera e da sempre produce questi galletti”.

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