Diabetici e nefropatici senza complicanze in carico ai medici di famiglia

Un accordo siglato tra i medici di medicina generale e gli specialisti porterà ad una semplificazione nell'assistenza dei diabetici e dei nefropatici in Valle d'Aosta. Il protocollo d'intesa entra in vigore da oggi ed è stato presentato alla stampa.
Società

Un accordo siglato tra i medici di medicina generale, ovvero i medici di famiglia, e gli specialisti ospedalieri porterà ad una semplificazione nell’assistenza dei diabetici e dei nefropatici in Valle d’Aosta. Il protocollo d’intesa, che entra in vigore da oggi, lunedì 12 dicembre, è stato presentato agli organi di informazione in una conferenza a cui hanno partecipato l’Assessore regionale alla sanità, salute e politiche sociali Albert Lanièce, il Direttore Sanitario direttore sanitario dell’AUSL Valle d’Aosta Giuseppe De Filippis, il Direttore della nefrologia e dialisi Pier Eugenio Nebiolo e quello della Medicina interna Giulio Doveri e i due rappresentati sindacali firmatari del protocollo.

Al centro dell’accordo una nuova organizzazione della presa in carico dei pazienti diabetici e nefropatici,  lo snellimento di alcuni percorsi per il paziente e la valorizzazione della figura del medico di famiglia. Ma nel concreto cosa cambierà? Saranno proprio questi, i medici di famiglia, ad occuparsi d’ora in poi dei pazienti diabetici o nefropatici senza complicanze che ora sono seguiti dagli specialisti. I centri specializzati saranno invece riservati ai pazienti con complicanze, con scompensi importanti e che necessitano, quindi, di un consulto specialistico. Con l’obiettivo invece di evitare inutili spole tra il medico di base e lo specialista "a caccia di ricette o di impegnative", il medico specialista potrà prescrivere gli esami e sarà lui a decidere quando rivedere il paziente.

"Bisogna prendere atto che il medico di medicina generale ha le competenze per curare il paziente con un diabete stabile e senza complicanze" – ha spiegato l’Assessore Albert Lanièce – e che come figura vada valorizzata". Dello stesso parere Fulvio Gorraz, rappresentante della FIMMG. "la nostra professione è stata in questi anni molto limitata dalla parte prescrittiva e burocratica a scapito di quella clinica".

Sul piano più propriamente organizzativo c’è anche la necessità di ridurre le liste di attesa nei centri specialistici che, con l’aumentare dei casi rischiano di essere intasati e di non rispondere con tempestività alle richieste anche urgenti. In questo senso i dati parlano chiaro: sono circa 5.000 le persone esenti dal ticket per il diabete in Valle d’Aosta. "A questi numeri si deve aggiungere un 50% che non ha chiesto l’esenzione per vari motivi, numeri importanti e soprattutto in progressiva crescita se si pensa che nel 1997, solo 14 anni fa, erano la metà ovvero 2250" ha sottolineato Giulio Doveri.

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