E’ un no pressoché unanime quello espresso dalle forze di maggioranza e di opposizione in merito alla riduzione del numero dei componenti del Consiglio regionali, da 35 a 27, proposto da alcuni senatori del Partito democratico.
La prima commissione “Istituzione e autonomia” oggi, lunedì 27 febbraio, ha dato parere negativo a maggioranza, con la sola l’astensione del gruppo Alpe, al disegno di legge costituzionale che propone la riduzione degli eletti nelle Regioni a Statuto speciale.
La contrarietà delle forze politiche più che nel merito solleva questioni di metodo, condivise anche dal Partito democratico che ha votato con la maggioranza contro l’iniziativa di alcuni senatori del suo partito accusati di portare avanti – si legge in una nota – “inaccettabili decisioni unilaterali del Parlamento”. “Nel merito, però, rileviamo la necessità di una riflessione seria su questo tema; noi abbiamo già presentato una proposta di legge sulla riduzione del numero dei Consiglieri, inspiegabilmente bocciata dall’Assemblea” sottolinea ancora Raimondo Donzel.
“Stigmatizzimo la nostra contrarietà ad un aspetto di metodo inaccettabile, in quanto non sono stati osservati i requisiti minimi di rispetto tra le diverse istituzioni” sottolinea invece Alberto Zucchi del Pdl. Non considerando la riduzione dei consiglieri un tabù, Luciano Caveri dell’UV invita a porre l’attenzione sullo Statuto speciale della Valle d’Aosta. “la semplice riduzione è nel contesto attuale una scelta astratta, visto che il vero problema è lo Statuto e l’accerchiamento che sta subendo nella quotidianità”.
Unica astensione quella del gruppo dell’Alpe. “Se si vuole essere seri, sta al Consiglio regionale adottare un provvedimento su questo argomento – commenta Roberto Louvin (Alpe) che aggiuge "si sta facendo troppa melina: crediamo che la Regione possa deliberare direttamente la riduzione dei Consiglieri, ma è evidente che la maggioranza non voglia farlo, né in un modo né nell’altro”.

