"Non ho nulla da aggiungere sulla questione, ho letto tutto sui giornali". L’assessore comunale Patrizia Carradore commenta ancora così la vicenda che ha visto coinvolti in una ispezione di Bankitalia, assieme a quelli dell’ex assessore regionale alle finanze Claudio Lavoyer, alcuni conti presso la BCC a lei intestati. Poi è entrata nella sala del consiglio comunale di Aosta, dove oggi è stata convocata, in una seduta a porte chiuse della quarta commissione: quella degli Affari Istituzionali. I membri dell’opposizione, infatti, avevano chiesto nei giorni scorsi un chiarimento da parte dell’assessore al Turismo, Sport e Commercio.
Impossibile raccontare il dibattito, che si è svolto in segreto all’interno dell’aula, se non che non è trapelato nulla di nuovo sul contestato giro di assegni, che ha comportato una sanzione di 46 mila e 500 euro nei confronti della BCC valdostana.
All’uscita, bocche cucite bipartisan sui contenuti. La consigliera Dina Squarzino commenta di "non essere soddisfatta delle spiegazioni", mentre Paolo Momigliano Levi promette che "si riprenderà il discorso in Consiglio".
Il più loquace è Michele Monteleone che si dichiara soddisfatto del "passaggio istituzionale con cui si è gestita la situazione, di cui rivendico la competenza della nostra commissione". Il capogruppo del PD ha concertato assieme al presidente di commissione Carlo Marzi di andare a colmare i buchi del regolamento comunale rispetto a situazioni come quella di oggi.
Nel prossimo consiglio tutta l’opposizione sottoporrà due mozioni legate alla vicenda: "una – spiega Monteleone – per chiedere la verifica patrimoniale dei consiglieri e l’altra perchè si adotti una prassi trasparente nei confronti del consiglio in vicende che richiedano chiarimenti ufficiali". L’opposizione, infine, non chiederà le dimissioni dell’assessore Carradore: "per regolamento – spiega Monteleone – si dovrebbero chiedere per tutta la Giunta".
