“In gioco c’è la sopravvivenza di migliaia di aziende, perché la nuova imposta sui fabbricati rurali e, cioè sugli strumenti di lavoro, dovrebbe determinare un incremento della tassazione di 5 volte rispetto allo scorso anno”.
Sulle manifestazioni del mondo agricolo, sceso in piazza a Roma, davanti a Montecitorio, per chiedere al Governo di rivedere la tassazione sul lavoro nei campi, il presidente di Caseus Montanus, Gerardo Beneyton, ha espresso un giudizio positivo e una certa soddisfazione.
“Le nostre battaglie – ha aggiunto – sono riuscite a sensibilizzare coloro che forse non avevano ben compreso cosa significava la nuova Imu che costerà alle aziende agricole italiane un salasso da 1,5 miliardi di euro”.
Caseus Montanus ricorda che a tutto questo si aggiunge il caro-gasolio, il cui costo in agricoltura è schizzato in pochi mesi del 25%(circa 50% in un anno), ma anche l’aumento degli oneri contributivi, previdenziali e burocratici.
“Mi auguro – conclude Beneyton – che si arrivi ad una revisione dell’Imu, in particolare una esenzione totale sui fabbricati rurali destinati ad uso Alpeggio o Malghe al di sopra dei 1000 metri e per questo siamo fiduciosi sulla sensibilità del Ministro Mario Catania, che si è schierato a tutto campo al nostro fianco. Il Ministro spera, infatti, “che presto sia possibile apportare ritocchi significativi sul peso dell’Imu in agricoltura”.
