Sui servizi associati la Regione richiama i Comuni: “bisogna accelerare”

Entro il 31 dicembre i comuni valdostani dovranno gestire in forma associata alcuni servizi o funzioni, per ottimizzare i costi e generare risparmi. Dalla regione arriva l'imput: entro il 31 maggio i comuni ci dicano con chi vogliono associarsi.
Domenico Chatillard - Valtournenche
Politica

Per rispettare la scadenza del 31 dicembre 2012, data ultima in cui i comuni valdostani dovranno gestire in forma associata alcuni servizi o funzioni, per ottimizzare i costi e generare risparmi, è necessario accelerare. E’ questo, in sintesi, il senso della lettera che Augusto Rollandin ha inviato agli enti locali e su questo, ieri, il Presidente della Regione si è confrontato con i primi cittadini durante l’Assemblea del Cpel, il Consorzio degli enti locali.

Ora i comuni valdostani hanno poco più di una settimana per rispondere alla regione. Entro il 31 maggio, infatti, dovranno comunicare con quali comuni intendo collaborare e associarsi per la gestione di alcune funzioni. “La comunicazione è un primo passaggio, in questi due mesi gli enti locali dovranno affrontare le diverse problematiche che ci sono sul tavolo per arrivare a soluzioni condivise in autunno” hanno spiegato Franco Manes e Ennio Subet dell’esecutivo del Cpel nell’incontro con i giornalisti.  In caso contrario: “la riforma ci verrà sottratta e saremo riformati da qualcuno altro” sottolinea ancora il vicepresidente Domenico Chatillard.

in caso di fallimento del processo, le conseguenze sarebbero pesanti.  “Se non rispettiamo i tempi previsti, i comuni sotto i 1.000 abitanti, nel resto d’Italia condannati a sparire, si vedrebbero tagliare del 30% i trasferimenti non vincolati” sottolinea ancora Chatillard. E in Valle d’Aosta i comuni che non raggiungono quota mille residenti sono 43, un numero molto rilevante.

Tra i problemi annosi sul tavolo, fonte di malumore e di mugugni, il ruolo delle Comunità montane che ora erogano servizi importanti come quelli sociali o di gestione dei rifiuti e svolgono funzioni di coordinamento e di raccordo tra i comuni. Sono destinate a scomparire e la cosa è di fatto ora ufficiale. “Lo Stato di fatto ha detto che non possono più esistere, magari potranno chiamarsi ambiti territoriali” . La cosa che è chiara è che, in questa fase di decisione di chi collabora con chi, le comunità montane non sono neanche state invitate.
 

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