“Coltivare una sana coscienza civile, esercitando una continua igiene dei nostri valori e dei nostri comportamenti”. E’ questa la maniera migliore per contrastare la criminalità organizzata, secondo il questore di Aosta, Maurizio Celia, intervenuto questa mattina in apertura della celebrazione per il 160° anniversario della Fondazione della Polizia di Stato.
“Gli alleati più importanti e funzionalmente più utili ai gruppi criminali – ha continuato Celia – sono i ‘non mafiosi’, i cittadini comuni che con le loro ‘omissioni di coscienza’, o meglio, ‘oscuramenti di coscienza’ alimentano e consolidano questa piaga”.
La cultura della legalità s’impara fin da piccoli, come ha ricordato il questore riportando una raccomandazione paterna: “Se sei fuori e succede qualcosa cerca un poliziotto, un carabiniere, un vigile urbano”. La Polizia crede molto nel lavoro da svolgere sui giovani, tanto che dall’inizio dell’anno ha incontrato oltre 1.400 studenti valdostani e 176 fra docenti e genitori dei vari ordini di studio. Fiore all’occhiello di quest’azione congiunta tra scuola e forze dell’ordine la recente vittoria della scuola dell’infanzia appartenente all’istituzione scolastica Eugenia Martinet al concorso nazionale ‘Tutti liberi, nessuno escluso nel rispetto delle regole’, che sarà premiata il prossimo 6 giugno alla scuola per Ispettori di Nettuno.
Il Questore ha poi concluso il suo intervento esternando i propri dubbi “sull’attualità del modello di sicurezza dualistico e centralista, in un paese moderno quale sicuramente è l’Italia: il nostro sistema è un prodotto delle società in cui è nato, cioè 160 anni per quanto riguarda la Polizia e 198 per i Carabinieri”. Celia sembra quindi caldeggiare l’ipotesi di revisione della legge sull’ordinamento dell’amministrazione della pubblica sicurezza (n°121 del 1981), sostenendo che “le sfide di oggi propongono esigenze di sempre maggiori specializzazioni, ma non di sovrapposizioni operose, e, talvolta, non proficue. Tale dualismo, oltretutto arricchito dalla presenza di altri tre corpi di polizia, con ulteriori competenze concorrenti appare a molti, credo non a torto, non più in linea con le esigenze della sicurezza moderna”.


