"Non sono un campione, ma solo un buon atleta". Sono queste le prime parole pronunciate dallo spagnolo Oscar Perez, 39 tecnico elettronico di Huesca, fresco vincitore della terza edizione del Tor des Géants. Il catalano ha tagliato il traguardo di Courmayeur, tra due ali di folla, poco prima delle 14, coprendo i 330 km di gara in 75 ore 56 minuti 31 secondi (nuovo record della corsa, 4 ore in meno rispetto al tempo fatto segnare lo scorso anno da Jules Henry Gabioud).
Emozionatissimo e ancora in buone condizioni fisiche, si è inginocchiato e ha alzato le braccia al cielo. “Non sono un gigante, questa corsa lo è”, ha commentato dimostrando ancora una volta, la sua grande umiltà. Poi, dopo un giro di campo per godersi l’abbraccio del pubblico, ha risposto sorridente alle domande della stampa. “Il momento più bello l’ho vissuto a Valgrisenche – ha spiegato – quando un signore di 70 anni mi ha accompagnato per un tratto, fino alla base vita, dicendomi di stare tranquillo perché li avrei poi ripresi tutti”. Le difficoltà sono state tante, dalla gestione del sonno e della fatica, passando per il freddo e finendo con la neve. “Anche se – ha aggiunto – la cosa più difficile è dover reinventarsi ogni giorno”.
Nonostante avesse un vantaggio consistente già a Ollomont, Perez si è reso contro che stava realizzando un’impresa soltanto mentre affrontava la salita al Col Malatrà. "Non sono partito per vincere – ha confessato – ma neanche per fare la comparsa: puntavo al podio e mi sono preparato studiando i tempi fatti registrare lo scorso anno". Una preparazione che, abbinata ad una strategia studiata nei minimi particolari, alla fine ha pagato con la vittoria. "Sono partito molto forte nei primi 60 chilometri – ha continuato Perez – per poi continuare in maniera piuttosto regolare, prendendomi le pause necessarie".
Per il vincitore dell’Andorra Ultra-Trail Vallnord 2012, questa è ovviamente la vittoria più importante della sua carriera. "La dedico a mia moglie – ha concluso il vincitore – che non è potuta essere qui al mio fianco". Lo spagnolo infatti ha corso da solo, mentre tutti i principali pretendenti alla vittoria erano accompagnati e organizzati lungo il percorso. A dimostrazione del fatto che il Tor des Géants è una gara imprevedibile e che in teoria, con la giusta preparazione e una "testa dura", come ha sottolineato più volte Perez, può vincere chiunque.
Alle 16.50 ha tagliato il traguardo anche il secondo in classifica, il francese Grégoire Millet, staccato da Perez di 2 ore 45 minuti: ad accolgierlo c’erano le due figlie, con uno striscione che recitava "Bravo Papa". Sportivamente Millet, che ha condotto la gara fino a Cuney, ha dichiarato "che ha vinto il migliore". Sulle strategie di gara, ha confidato di essere "partito subito molto forte per scelta, e così abbiamo continuato per i primi due giorni". Poi le forze rimaste in corpo hanno fatto la differenza.
Terzo il francese Christophe Le Saux. Nel frattempo, si è dovuto ritirare uno dei grandi protagonisti della gara, quarto un altro spagnolo, Pablo Crioda Toca, e quinto il valdostano Franco Collé, primo degli italiani e autore di una gara eccezionale. Ora Courmayeur aspetta con il fiato sospeso l’arrivo dell’atleta di casa, Francesca Canepa, previsto per domattina presto tra le 6.30 e le 8: dopo il passaggio alla base vita di Ollomont era 7° assoluta e prima tra le donne, a soli 31 minuti di distacco da Enrico Viola.
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