La Valle d’Aosta ha celebrato, questa sera a Palazzo Regionale, il 69° anniversario della sua autonomia e il 67° dello Statuto Speciale durante il consueto appuntamento con la Festa della Valle d’Aosta.
L’occasione, oltre a permettere di conferire le onorificenze di ‘Chevalier de l’Autonomie’ all’insegnante e pedagogista Rita Decime e alla guida alpina Hervé Barmasse (assenti per motivi lavorativi invece i due “Amis, il giornalista Aldo Cazzullo e l’imprenditore Riccardo Garosci), è anche quella per fare il punto della situazione sullo stato di salute dell’autonomia valdostana.
Non sono mancati gli attacchi al centralismo statale e i richiami ad un passato glorioso, condito però da uno sguardo che volge al domani: “Lo Statuto fissa i pilastri e disegna le nostre prerogative di Regione e comunità, ma pone anche i limiti all’azione dello Stato quando questa è invasiva rispetto al nostro sistema di autogoverno. La crisi economica sembra aver fornito una buona scusa per rovesciare l’architettura della Repubblica”, ha affondato il Presidente della Regione Augusto Rollandin.
Anche perché, secondo Rollandin: “Stiamo tornando al centralismo e all’uniformazione mentre si sorvola sul fatto che gli Stati che vivono una situazione migliore, o che hanno saputo affrontare meglio la crisi economica, sono Stati federali o Stati dove la regionalizzazione è fortemente marcata”.
Ma la crisi, argomento immancabile, è solo una delle ombre che minacciano la Valle: “La crisi continua a farsi sentire pesantemente – ha spiegato il Presidente del Consiglio Regionale Marco Viérin – e in Valle ne stiamo subendo gli effetti ritardati, ma non per questo meno impattanti. Il nostro spirito di autonomisti non può che guardare all’Europa, ma ad un’Europa dei popoli e delle comunità, e non a quella che annulla le ricchezze e le diversità territoriali. L’Autonomia non fu un regalo e purtroppo oggi è minacciata”.
Minaccia dalla quale ci si può proteggere attraverso le riforme: “La vera sfida – ha invece chiarito Bruno Giordano, Presidente del CPEL e Sindaco di Aosta – è costruire un sistema che, razionalizzando i servizi e i costi, sia in grado di migliorarne la qualità, o comunque di mantenere gli standard attuali, e dobbiamo andare orgogliosi di uno Statuto che che consente servizi di eccellenza in alcuni ambiti, come la scuola e la sanità”.
Poi, il futuro: “Dobbiamo ripartire – chiude Rollandin – dalla nostra identità, dal sentimento di appartenenza al popolo valdostano, dalle nostre radici e dai nostri valori comuni”.


