“La pace è un valore assoluto, chi fa musica deve dirlo e chiederla”. E’ l’assunto da cui il cantautore valdostano Davide Mancini parte nello spiegare l’evento in programma al teatro Giacosa di Aosta per venerdì prossimo, 14 marzo, alle 20.45. Una “Preghiera punk per la pace”, costruita su un mosaico di generi e di esperienze artistiche per rilanciare il valore della musica quale strumento di comunicazione universale e invocare la fine dei conflitti che sempre più infiammano il mondo.
La serata, promossa da “Frame Division” e patrocinata dal Comune di Aosta, vedrà l’esibizione di Mancini, accompagnato da musicisti come Francesco “Cisco” Solenne ed Ezio Borghese, che proporrà – per circa un’ora – brani dai suoi lavori “Madame Gerbelle” e “Poesia e Democrazia” (del 2008 e 2015), nonché dall’ultimo capitolo della sua personale triologia cantautorale, “Preghiera Punk” (2021), che dà anche il nome alla serata.
Quindi, diversi studenti del Liceo Musicale e ragazze e ragazzi provenienti da altre esperienze artistiche si esibiranno nei brani con cui hanno scelto di declinare il tema della serata. Da pezzi dei Beatles a Chopin, passando per il rap. Il tutto sotto la “regia” di Mancini, nei panni di compagno di un viaggio musicale, che per lui è iniziato negli anni ’90.
Un percorso in cui è passato dai panni dello scanzonato front-man dell’ensemble etno-rock Celtica al cantautorato intriso di cultura alpina e di radici, di cui è espressione “Madame Gerbelle”, il suo debutto in questo filone, supervisionato da Mauro Pagani (ex Pfm e collaboratore di Fabrizio De André), con cui ha anche suonato dal vivo nel 2016.
Prima e dopo, episodi in cui ha portato la sua musica in vari angoli del mondo (come il Festival di Hue’, in Vietnam), o ha aperto i concerti degli americani “The Connels”, dei La Crus e di Bruno Lauzi, oltre alle collaborazioni con i Gang, con Massimo Spinosa e con Moni Ovadia e la presenza a rassegne come “Pistoia Blues” e “Porretta Soul Festival”. Occasioni in cui Mancini ha capito che la musica, se non è un prodotto di consumo, porta con sé un messaggio. E lo ripeterà venerdì 14 al Giacosa. Ingresso libero, fino ad esaurimento dei posti.

