Per l’accusa di bancarotta semplice, il 56enne Roberto Simonini, residente a Pont-Saint-Martin, ha patteggiato oggi, mercoledì 30 ottobre, al Tribunale di Aosta, sei mesi di reclusione (pena sospesa). L’imputazione era nata dal fallimento, dichiarato il 13 giugno 2018, di una società di cui l’uomo era legale rappresentante, la “S.R. Entreprise s.r.l.s.”.
Secondo le indagini della Procura della Repubblica, coordinate dal pm Luca Ceccanti, Simonini aveva tenuto le scritture contabili dell’azienda in modo da impedire la ricostruzione del patrimonio. Nel processo erano parte civile, attraverso l’avvocato Elena Boschini, i creditori della società. L’imputato era difeso dall’avvocato Franco Papotti e il collegio giudicante presieduto da Eugenio Gramola.
Dai riscontri investigativi iniziali, apparivano distratti dal patrimonio societario un’autovettura Smart e una somma di circa 20mila 500 euro in contanti negli anni 2016 e 2017 (in prelievi dal conto corrente della società), oltre a 15mila 405 euro tramite assegni circolari, nel 2017. L’autovettura era poi stata messa a disposizione del curatore fallimentare e le movimentazioni erano state giustificate. Era quindi rimasta, a carico di Simonini, l’accusa relativa alla tenuta irregolare della contabilità.
