Cronaca di Christian Diémoz |

Ultima modifica: 9 Novembre 2019 9:31

Colata della Val Ferret, la perizia scagiona il Sindaco

Aosta - Dalla relazione presentata oggi dal geologo Elisabetta Drigo in udienza, l'evento del 7 agosto 2018 emerge come non prevenibile, né prevedibile.

Frana in Val Ferret

Una colata detritica non prevenibile, né prevedibile. È la conclusione cui giunge la perizia geologica chiesta al Gip di Aosta dalla Procura, con incidente probatorio, nell’ambito dell’inchiesta sulla morte dei coniugi milanesi Vincenzo Mattioli (71 anni) e Barbara Gulizia (70), avvenuta il 7 agosto 2018 in Val Ferret.

La coppia era a bordo di un’autovettura che venne travolta dai 25mila metri cubi di materiale riversatisi nella Val Ferret. Le ipotesi di reato, formulate dal pm Eugenia Menichetti nei confronti del sindaco di Courmayeur Stefano Miserocchi, sono l’omicidio colposo plurimo, il disastro colposo e le lesioni colpose.

Nell’udienza di oggi, venerdì 8 novembre, dinanzi al Gip Giuseppe Colazingari il professionista incaricato della perizia, il geologo Elisabetta Drigo, ha presentato la relazione di una sessantina di pagine. Compete ora al pm Eugenia Menichetti scegliere se proseguire l’indagine, chiuderla, oppure chiedere l’archiviazione del fascicolo aperto.

Di segno positivo il commento, dopo l’udienza, del difensore di Miserocchi, l’avvocato Corrado Bellora, che si dice “soddisfatto dell’incidente probatorio”. “Fermo restando il rispetto per la tragedia – aggiunge – continuo a ritenere che non vi sia, in questo caso, alcuna responsabilità del dottor Miserocchi”.

All’atto della richiesta dell’incidente probatorio da parte della Procura, la difesa aveva nominato un consulente di parte, il professor Maurizio Rosso, docente di meccanica dei fluidi al politecnico di Torino

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