Una sospensione di 60 giorni del processo, a seguito della richiesta di sanatoria per gli interventi a Champdepraz che hanno innescato le accuse di gestione rifiuti non autorizzata e di abuso edilizio. E’ quanto ha deciso il giudice monocratico Marco Tornatore, disponendo l’aggiornamento al prossimo 11 maggio dell’udienza a carico dell’imprenditore (ed ex sindaco) del paese della bassa Valle Luigi Berger (73 anni), dei figli Gian Luca (51) e Federica (42), della nuora Paola Allietto (48) e del libero professionista (ed anch’egli già primo cittadino del comune) Jury Corradin (47).
Le indagini della Procura erano iniziate nel maggio 2019, concentrandosi su due aspetti. In prima battuta, la riqualificazione di un’area del torrente Chalamy, in assenza delle autorizzazioni necessarie (chieste, era emerso, più volte, ma mai ottenute). Secondo le indagini, il lavoro era stato attuato sollevando il piano di campagna dell’area torrentizia, attraverso la posa di conglomerato bituminoso recuperato da lavori di fresatura stradale. Agli occhi degli inquirenti, quel materiale rappresenta un rifiuto speciale, da smaltire con procedure specifiche e non riutilizzandolo in quel modo.
Un altro quantitativo venne trovato nell’area della “Alfatech Srl” dei Berger, a valle della località Fabbrica, tra l’autostrada e la Dora Baltea. La contestazione è che il conglomerato sia stato stoccato senza autorizzazione e non in modo corretto. Per i quattro componenti del nucleo familiare era scattata quindi l’accusa, in concorso tra loro, di discarica abusiva, accompagnata – per i lavori nella zona del torrente – da quella di abuso edilizio. Solo quest’ultima imputazione riguarda il progettista dell’intervento, Corradin.
A conclusione degli accertamenti, coordinati al tempo dal pm Eugenia Menichetti, la Procura aveva chiesto al Tribunale l’emissione di un decreto penale di condanna. Gli imputati, una volta spiccato il provvedimento, vi si sono opposti, originando l’udienza odierna (con l’accusa rappresentata dal pm Rosa Maria Catroppa). Stamane, la presentazione al giudice dell’istanza di sanatoria, che qualora accolta assorbirebbe le accuse, e il conseguente slittamento del processo, per valutarne l’esito.