E’ stato chiuso dall’Usl il caseificio di Eliseo Duclos a Gignod

Intanto, il Tribunale del riesame di Torino si sono riservati la decisione di scarcerazione di Duclos e Cabraz. In libertà i veterinari Mila e Volget e l’allevatrice Marisa Cheillon.
La conferenza stampa in tribunale
Cronaca

Dal pomeriggio di venerdì 20 novembre, l'Usl ha chiuso il  caseificio di Eliseo Duclos, di 53 anni, di Gignod, attualmente in carcere nell'ambito dell'inchiesta sul bestiame e sulle fontine adulterate. Ora, il problema è per gli allevatori che portavano il latte al caseificio Duclos per la raccolta. I circa 100 conferitori dell'azienda pertanto non hanno potuto consegnare il latte per la trasformazione.
Sempre ieri, si è tenuto a Torino l'udienza, davanti ai giudici del Riesame, per la scarcerazione di Duclos e di Angelo Cabraz, di 37 anni, di Jovencan. I giudici si sono riservati la decisione, che dovrebbe essere nota lunedì prossimo.
Questa mattina, sabato 21 novembre, si è tenuto l'ultimo interrogatorio, davanti al pm Pasquale Longarini, degli undici indagati finiti agli arresti domiciliari. Il magistrato ha sentito il veterinario dell'Usl, Claudio Trocello, di 54 anni, di Aosta, che ha risposto a tutte le domande.

Sono tornati in libertà, i veterinari Davide Mila, di 49 anni, di Morgex e Massimo Volget, di 38 anni di Brissogne. Ieri, il gip ha revocato i domiciliari trasformando la misura in obbligo di firma bisettimanale. Obbligo di firma, anche per Marisa Cheillon, di 45 anni, di Gignod, (la moglie di Eliseo Duclos).
In tutto, nell'ambito della maxi inchiesta, portata avanti da forestali e carabinieri, sono state indagate 69 persone, tra allevatori e veterinari, di queste due sono in carcere, mentre altre undici sono finiti agli arresti domiciliari.

Le accuse per i tredici indagati vanno dall'associazione per delinquere finalizzata alla truffa alla Regione alla frode in commercio, dal maltrattamento e uccisione di animali all'abusivo esercizio di professione medica.

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