“Fontine allo stafilococco messe ugualmente sul mercato”. Ecco i motivi dell’ordinanza del gip

Nelle 124 pagine di ordinanza, il giudice Maurizio d’Abrusco ha parole dure per i tredici arrestati: due sono finiti in carcere, mentre altri undici agli arresti domiciliari. Ecco i motivi della richiesta di custodia cautelare.
La conferenza stampa in tribunale
Cronaca

Per il gip di Aosta, Maurizio D'Abrusco, la misura cautelare in carcere per Angelo Cabraz, di 37 anni, allevatore di Jovençan e per Eliseo Duclos, di 53 anni, di Gignod, titolare di un caseificio di Gignod era indispensabile «al fine di impedire che questi continuino a nuocere alla collettività mediante la reiterazione di condotte illecite». Nelle 124 pagine di ordinanza, il giudice ha parole dure per i tredici arrestati, (due sono finiti in carcere, mentre altri undici agli arresti domiciliari).
Cabraz è accusato di associazione per delinquere, commercio di sostanze alimentari nocive, adulterazione e contraffazione di sostanze alimentari, falsità ideologica commesse dal privato, frode in commercio. Stesse accuse per Duclos a cui è anche addebitata la truffa aggravata.

Secondo il giudice, i due avrebbero «un'elevata capacità criminale, desumibile dall'assoluta spregiudicatezza e pervicacia manifestate nel porre in serio e concreto pericolo la salute delle persone. Se liberi, potrebbero continuare a delinquere, infatti, svolgono le rispettive attività di impresa perseguendo sistematicamente, in via principale, il fine di frodare gli enti pubblici o comunque di conseguire illeciti profitti».

Nell'ambito della stessa inchiesta – iniziata a gennaio dalle scorso anno e portata avanti dagli agenti del corpo forestale della Valle, dai carabinieri di Valpelline e dai Nas di Torino – sono agli arresti domiciliari Antonio Albisetti, di 43 anni, di Montjovet, "factotum" del Caseificio artigiano Variney accusato di associazione per delinquere, commercio di sostanze alimentari nocive, adulterazione e contraffazione di sostanze alimentari, frode nell'esercizio del commercio, falsità materiale); Rosella Badino (50), di Pralormo (Torino), titolare di un laboratorio analisi di Carmagnola (associazione per delinquere, truffa aggravata, abuso di esercizio di una professione, diffusione di una malattia delle piante o degli animali); Fabrizio Bisson (31), titolare di un'azienda agricola di Gressan (associazione per delinquere, truffa aggravata, diffusione di una malattia delle piante o degli animali, abuso esercizio di una professione, frode in commercio).

Emilio Cabraz (67), allevatore di Jovençan è accusato di associazione a delinquere, adulterazione e contraffazione di sostanze alimentari, commercio di sostanze alimentari nocive, diffusione di una malattia delle piante o degli animali, truffa aggravata; Marisa Cheillon (46), allevatore di Gignod (associazione a delinquere, commercio di sostanze alimentari nocive, adulterazione e contraffazione di sostanze alimentari, falsità ideologica, frode in commercio, truffa aggravata); Angelo Letey (50), allevatore di Valpelline (truffa aggravata, diffusione di una malattia delle piante o degli animali, maltrattamento di animali, contrabbando); Elio Louisetti (51), allevatore di Bionaz (adulterazione e contraffazione di sostanze alimentari, commercio di sostanze alimentari nocive, falsità ideologica del privato, truffa, frode in commercio); Davide Mila (49), veterinario di Morgex (associazione a delinquere, truffa aggravata, abusivo esercizio di una professione, diffusione di una malattia delle piante o degli animali, falsità materiale commessa dal privato, falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico, commercio di sostanze alimentari nocive).

Claudio Trocello (54), veterinario in servizio presso l'Azienda Usl è indagato per associazione per delinquere, abuso d'ufficio, commercio di sostanze alimentari nocive, falsità materiale, adulterazione, falsità ideologica, rivelazione ed utilizzazione di segreti di ufficio, frode in commercio; Gabriele Vierin (61), titolare di un'azienda agricola e allevatore di Gressan per associazione a delinquere, truffa aggravata, abuso esercizio di una professione, diffusione di una malattia delle piante o degli animali, frode in commercio, maltrattamento di animali e infine il veterinario di Brissogne Massimo Volget (38), per truffa aggravata, diffusione di malattia delle piante o degli animali.

I primi ad essere indagati sono stati gli allevatori Italo e Donato Avoyer, di Saint-Rhemy-en-Bosses, accusati di «truffa aggravata ai danni della Regione, maltrattamento di animali, illecita importazione di bovini dalla Svizzera", ipotesi che per il gip "sono state accertate e riscontrate nello sviluppo investigativo».

Cinque i filoni di indagine: l'importazione clandestina di bovini e di sperma dalla Svizzera, l'alimentazione di bovine da latte con fieno non valdostano, la produzione e la vendita di fontine prodotte con latte proveniente da animali malati, l'importazione clandestina di medicinali e la falsificazione dei risultati delle prove di tubercolosi e brucellosi (per questo filone è indagata Rosella Badino, titolare di un laboratorio analisi di Carmagnola).

Oltre ai tredici arrestati, ci sono altri 56 indagati, tra questi alcuni veterinari. Dalle indagini, è emerso che in alcuni casi gli allevatori, nonostante avessero la stalla bloccata perché infetta da Tbc, continuavano a produrre la fontina. Sarebbe il caso dell'azienda agricola Cabraz di Jovençan che quando non ha più potuto agire da sola ha dato il latte al caseificio di Eliseo Duclos, che lo miscelava con altro latte per la produzione del formaggio tipico valdostano. La fontina veniva poi immessa sul mercato.

Ma non solo. Secondo l'accusa Duclos avrebbe venduto dello zangolato, un burro grezzo che potenzialmente contiene un'alta carica batteriologica, spacciandolo per burro di panna pastorizzato. «Duclos è indotto da Antonio Albisetti (il suo tuttofare, ndr) ad approvvigionarsi presso la ditta Valle Josina di zangolato, crema di latte non pastorizzato. Di fatto è stato incredibilmente venduto quale burro artigianale di panna pastorizzato», si legge nell'ordinanza. Eliseo Duclos, in alcune intercettazioni, riferiva di aver appreso della presenza dello stafilococco, nelle fontine, direttamente dal veterinario Trocello. Fontine, però messe ugualmente sul mercato. Difficile anche la posizione del veterinario Trocello, che secondo l'accusa attestava falsi certificati e avrebbe avvertito gli allevatori dei controlli dei Nas.

Giovedì scorso, sono stati interrogati Duclos e Cabraz, ma si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Intanto, inizieranno lunedì 16 novembre gli interrogatori degli undici ai domiciliari.

Vuoi rimanere aggiornato sulle ultime novità di Aosta Sera? Iscriviti alla nostra newsletter.

Articoli Correlati

Cronaca
Cronaca
Cronaca

Fai già parte
della community di Aostasera?

oppure scopri come farne parte