Si sono svolte questa mattina le celebrazioni per il 198° anniversario della fondazione dell’Arma dei Carabinieri. Nel suo discorso, il Comandante del Gruppo Carabinieri sezione Valle d’Aosta, Guido Di Vita ha voluto ricordare alcuni colleghi caduti, manifestando in particolare la vicinanza al Corpo degli Alpini per la perdita del Caporale Simone Gamba, esprimendo inoltre il suo più sentito cordoglio per le vittime del vile attentato di Brindisi e per le popolazioni vittime del terremoto che ha colpito soprattutto l’Emilia.
Come già era stato fatto un paio di settimane dal Questore di Aosta, Maurizio Celia, anche il comandante Di Vita ha fatto riferimento al “Rapporto Italia 2012” dell’Eurispes. “La nostra organizzazione gode della fiducia del 76% degli italiani, ebbene il mio pensiero va al restante 24%: quali possano essere i motivi per cui non hanno fiducia in noi non li conosco, ma spero non sia la nostra militarità”.
“A quel 24% – ha continuato Di Vita – dico inoltre di non pensare a noi sempre e solo come quelli che “girano armati” e con i manganelli. Provate anche a pensare a noi come quelli che nel portafoglio hanno la fotografia dei propri cari. Pensate a noi come a persone normali che hanno fatto questa scelta per rendersi utili a questa società, e lo facciamo con tutto il nostro cuore. Lo facciamo anche in Valle da 198 anni con i nostri presidi sul territorio. Chi entra in Valle da Pont, o dai passi del San Bernardo e del Monte Bianco trova quasi immediatamente un nostro presidio. E’ questo il concetto di “sicurezza” che il cittadino capisce: presenza, capillarità. Ma presenza e capillarità fanno ben poco, se dietro non ci sono passione e preparazione. Il nostro lavoro ha poco significato se non lo facciamo con cuore: questa uniforme, se il cuore che ci batte sotto non è quello giusto, non ha e non da dignità”.
Per quanto riguarda l’attività svolta sul territorio, Di Vita ha sottolineato i recenti giudizi in Corte d’Appello a Torino e in Corte di Assise ad Aosta, conclusisi con pene pesantissime nei confronti degli autori di due diversi omicidi avvenuti in Valle. “Sono una conferma delle qualità messe in campo da questo Comando nella ricerca genuina, leale e fedele della verità”.
Il comandante si è soffermato infine sul “Memorial Day” e l’importanza della lotta alle mafie, ricordando le parole pronunciate dalla figlia del Giudice Scopelliti, che “ci ha richiamato alle nostre responsabilità di cittadini dicendo che suo padre non è un eroe, non può essere eroe chi viene ammazzato solo perché sta facendo il suo dovere”.




