Incendio a Crans-Montana, l’intervento dei rianimatori valdostani

Il racconto del dottor Jacopo Pernechele, anestesista rianimatore, intervenuto con il collega Emanuele Nuzzoli a Crans Montana.
intervento valdostano
Cronaca

Erano circa le 6.45 del mattino, l’alba del nuovo anno, quando l’elicottero della Protezione civile valdostana si è alzato in volo per rispondere alla richiesta di supporto dei colleghi svizzeri, impegnati nel drammatico incendio che ha trasformato la notte di Capodanno di Crans-Montana in un incubo. L’intervento è stato richiesto proprio perché la Valle d’Aosta da alcuni anni dispone della capacità di operare in assetto notturno.

A bordo del velivolo una guida alpina e due medici anestesisti rianimatori. “Poiché la componente sanitaria era preponderante – spiega il dottor Jacopo Pernechele, anestesista rianimatore – abbiamo deciso collegialmente, insieme a tutti gli enti coinvolti nella macchina dei soccorsi, di modificare il normale assetto dell’elisoccorso”.

Coordinati dalle autorità elvetiche, i soccorritori valdostani sono atterrati in un parcheggio adiacente a un centro multisportivo a Crans Montana, individuato come punto sicuro per le operazioni di evacuazione. Inizialmente l’obiettivo era il trasferimento di due feriti, ma “per motivi organizzativi, probabilmente legati al peggioramento delle condizioni di uno dei pazienti, è stato effettuato un solo trasporto verso l’ospedale di Ginevra”.

La persona evacuata era “una donna di circa 25 anni, con ustioni estese, già intubata e in condizioni critiche. Da qui la necessità della presenza di un anestesista rianimatore durante il trasferimento”. Insieme a Pernechele era presente anche il dottor Emanuele Nuzzoli. La paziente era stata precedentemente stabilizzata dal triage svizzero.

L’intera operazione si è svolta in un contesto estremamente complesso. “Non abbiamo visto direttamente il luogo dell’incendio – racconta Pernechele – perché siamo stati posizionati in una zona sicura, lontana dall’area del crash. Da lì abbiamo assistito a un continuo via vai di cinque elicotteri, impegnati a ciclo continuo nell’evacuazione dei feriti che arrivavano attraverso una lunghissima colonna di ambulanze. È stata un’operazione complessa”.

Con l’arrivo della luce del giorno, i colleghi svizzeri, supportati anche dai soccorritori francesi del Peloton de Gendarmerie de Haute Montagne, sono diventati completamente autonomi. “La Protezione civile valdostana – aggiunge Pernechele – resta in costante contatto con la macchina dei soccorsi svizzera e ha confermato la propria disponibilità in caso di ulteriori necessità”.

L’elicottero valdostano ha fatto rientro alla base intorno alle 11. “Abbiamo ricevuto la sincera gratitudine dei colleghi svizzeri”, conclude il medico.

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