Nuova bufera sulla Sanità: politici e dirigenti Usl nel mirino della Corte dei Conti

Contestato un danno erariale per le prestazioni aggiuntive svolte dai medici e da altri soggetti. La magistratura contabile tira in ballo la dott.ssa Riccardi, alcuni dirigenti Usl e il Presidente Luciano Caveri e tutti i membri della allora giunta.
L'ospedale regionale Umberto Parini
Cronaca

Le libere professioni agevolate (Lpa) ovvero le prestazioni aggiuntive svolte dai medici su richiesta dall’Azienda Usl, con l’obiettivo tra l’altro di ridurre le liste d’attesa, finiscono sul tavolo della Corte di Conti.

Nei giorni scorsi il Procuratore regionale ha notificato un atto di citazione nei confronti di 18 persone, fra cui il direttore generale dell’Azienda Usl, Carla Stefania Riccardi, altri dirigenti dell’Azienda e un ex dirigente dell’Assessorato regionale alla Sanità. Sono coinvolti inoltre Luciano Caveri, in qualità di presidente della giunta di allora, tutti gli assessori (Fosson, La Torre, Pastoret, Isabellon, Marguerettaz, Laurent Viérin) e l’attuale assessore regionale alla Sanità, Albert Lanièce.

Le contestazioni riguardano diversi atti: una delibera, approvata dalla Giunta Caveri nel 2006, e altre due dell’Azienda Usl del 2007 che recepiscono il provvedimento del Governo regionale e attivano le prestazioni aggiuntive da parte dei medici e del personale del comparto.

Le notifiche, arrivate tra ieri e oggi, sono un “invito a fornire controdeduzioni” e contestano a ciascun interessato un danno erariale consistente nella “differenza fra quanto effettivamente erogato ai diversi operatori e quanto si sarebbe potuto erogare in base alle norme legislative e contrattuali” come si legge nella delibera dell’Azienda Usl.

Per gli assessori e per l’ex presidente della Regione Caveri, secondo quanto riferito dallo stesso, il danno contestato è di circa 70 mila euro ciascuno, “qualcosa di più per l’ex Assessore alla Sanità, Antonio Fosson e l’attuale Assessore, Albert Lanièce mentre per i dirigenti dell’Azienda Usl la cifra si aggira intorno ai 700 mila euro”. In totale il danno erariale ipotizzato è di circa 4 milioni di euro.

Sulla vicenda non vuole al momento rilasciare dichiarazioni Stefania Riccardi che comunque con una delibera approvata ieri ha, da una parte, revocato il piano sulle prestazioni aggiuntive per il 2012 e, con un’altra, ha deciso di recuperare dai medici e dai soggetti coinvolti quanto contestato dalla Corte dei conti per il periodo 2007/2011 “condizionando l’effettivo recupero all’esito della vertenza”.

A parlare è invece il senatore Antonio Fosson che sottolinea come: “Con questo atto si è fatto un servizio ai cittadini per questo siamo sereni e presenteremo al procuratore le nostre ragioni”.

Sulla stessa lunghezza d’onda, l’ex presidente della Regione, Luciano Caveri : “Difendiamo la bontà della nostra scelta, venerdì ci ritroveremo con i componenti della mia ex Giunta per assumere un avvocato comune. Le responsabilità in questa fase sono differenziate perché evidentemente la Corte ha tenuto conto del fatto che la nostra delibera dava delle indicazioni mentre altra cosa è come questa sia stata poi applicata”.

Sulle prestazioni aggiuntive da anni si battono i sindacati valdostani ed in particolare la Cgil. “Questa è la cronaca di una morte annunciata” sottolinea Jean-Pierre Guichardaz della Cgil.

In particolare spiega Guichardaz “la libera professione a favore dell’azienda è stata inventata dall’Usl valdostana che, per anni, ha garantito soldi a palate a una categoria di privilegiati”. La “casta” a cui si riferisce il sindacalista è quella, in particolare, dei radiologi che per le ore aggiuntive prestate, in regime di libera professione, all’Azienda Usl vengono pagati “fino a 400 euro all’ora anziché 60 euro all’ora come da contratto”.

Basta dare un’occhiata alle retribuzioni dei dirigenti medici di radiologia, pubblicate sul sito dell’Azienda Usl, per rendersi conto di quanto la voce “altro” sotto la quale confluiscono le “Lpa” pesino sullo stipendio finale. Per citare gli esempi più eclatanti: Daniela Menegatti nel 2011 ha preso oltre 208 mila euro, a cui vanno aggiunti lo stipendio normale di 43.626 euro; Massimiliano Natrella, ha preso 116 mila euro e il primario del reparto Teodoro Meloni ha portato a casa 115 mila euro.

“L’azienda Usl – spiega Guichardaz che, come Cgil ha presentato sulla questione un esposto alla Procura alcuni anni fa – non poteva disporre liberalmente di prestazioni non regolamentate per legge.“ I fondi stanziati dalla Regione per le Lpa sono stati negli ultimi due anni di 4,5 milioni di euro. "Nei primi anni il fondo regionale – continua Guichardaz –  era di circa 4 milioni di euro, poi negli ultimi anni si è pressoché dimezzato”.

Ora le persone chiamate in causa avranno 30 giorni di tempo per presentare le proprie memorie difensive al Procuratore generale della Corte dei Conti, il quale una volta vagliate (avrà 120 giorni di tempo per farlo) potrà decidere di procedere in giudizio oppure di archiviare  le singole posizioni o tutto il fascicolo.

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