Omicidio del pizzaiolo di Fénis, i due dominicani rischiano l’ergastolo

Cristian Candelario Abreu, di 32 anni e Victor Manuel Seijas Cuevas, di 25 anni, sono accusati di concorso in omicidio aggravato e rapina aggravata. Per queste accuse, nonostante il rito abbreviato, è possibile la massima pena.
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Saranno processati con rito immediato, venerdì prossimo, il 15 ottobre, i due dominicani accusati dell’omicidio di Armando Tealdi, di 40 anni, il pizzaiolo di Fénis trovato morto nella sua abitazione il 27 dicembre scorso. I due imputati rischiano di essere condannati all’ergastolo. Cristian Candelario Abreu, di 32 anni, vicino di casa della vittima, e Victor Manuel Seijas Cuevas, di 25 anni, entrambi di nazionalità dominicana sono accusati di concorso in omicidio aggravato e rapina aggravata. Proprio per queste accuse, nonostante il rito abbreviato, rischiano l’ergastolo. Infatti, la pena massima, in dibattimento, sarebbe dell’ergastolo più l’isolamento diurno, che scende, appunto, all’ergastolo proprio per la scelta del rito abbreviato.

Da quanto hanno potuto ricostruire dai carabinieri di Saint-Vincent e Aosta, Tealdi sarebbe stato ucciso a scopo di rapina. I due domenicani, verso le 4 del mattino di domenica 27 dicembre, dopo aver trascorso la serata al pub Caribe a Saint-Christophe, hanno suonato alla porta della loro vittima, sono entrati, lo hanno minacciato, picchiato, e alla fine strangolato con il cavo del computer.

Il tutto per 700 euro. Circa 280 euro sono stati trovati nell’appartamento di Abreu, il vicino di casa di Tealdi, appunto.

I carabinieri li avevano arrestati pochi giorni dopo. Durante gli interrogatori davanti al pm i due si sono autoaccusati dell’omicidio.

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