Per truffe e raggiri Aosta è seconda solo a Napoli

Il gruppo UniCredit allarga il suo progetto Occhio alle truffe anche alla Valle d'Aosta, in collaborazione con la Questura.
Il Questore di Aosta, Maurizio Celia
Cronaca

La realtà delle truffe, uno dei reati più insidiosi e complessi da riconoscere, è al centro dell’incontro Occhio alle truffe, avvenuto lunedì 26 novembre nel salone di Palazzo regionale. Un tema al quale la provincia di Aosta non rimane certo indenne: secondo l’annuale classifica del Sole 24 Ore sulla qualità della vita, infatti siamo sì al diciannovesimo posto per quanto riguarda la sicurezza, ma 106esimi (su 107 province) se si parla di truffe e raggiri, secondi solo a Napoli.

“Lo sviluppo delle truffe informatiche – spiega il questore di Aosta Maurizio Celìa – ha aperto campi nuovi per i truffatori. La polizia postale è attivissima, ma la prevenzione è fondamentale per tutelarsi da un reato spesso considerato minore, ma che colpisce le fasce più deboli della popolazione”.
Vittime preferite sono infatti generalmente gli anziani, sebbene le modalità di truffe siano pressoché incalcolabili, come illustra il Commissario Capo della Polizia di Stato Carmelo Contissa: “L’unico limite alle truffe è la fantasia dei malviventi. Sono reati insidiosi perché, usando solo la persuasione, obbligano il cittadino a cadere da solo nel tranello, creando in lui sensi di colpa, disagi psicologici e diffidenza”.

I truffatori si basano su un ampio spettro strategico per “confezionare” il proprio inganno, dallo spostamento dell’attenzione  per circuire la vittima, al travestimento. Molti sono i casi, anche qui in Valle, di falsi agenti di polizia, vigili del fuoco, idraulici, che si insinuano nelle case con le scuse più svariate.

Una iniziativa di prevenzione verso le truffe che coinvolge in primo luogo le istituzioni e il governo locale nel quale, come ricorda lo stesso Augusto Rollandin nel suo intervento, il presidente della Giunta ricopre anche la funzione prefettizia. E proprio sulla tutela preventiva verte il senso stesso dell’incontro: “La sicurezza è il bene più prezioso per una banca – spiega Bruno Ferrarini del Dipartimento Sicurezza di Unicredit – e dal 2007 collaboriamo in questo progetto con le Forze dell’Ordine investendo molte risorse in tecnologia contro i reati predatori e per formare i nostri dipendenti, che hanno il compito di difendere i nostri clienti dai malintenzionati e tenerli sempre informati”.

 

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