È una Crans-Montana surreale quella che raccontano due ragazze valdostane che da più di un anno vivono nel resort svizzero e che nella notte di Capodanno si trovavano nella località turistica con gli amici. Lì, nella notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio, un grave incendio è scoppiato in un locale notturno durante i festeggiamenti mentre il locale era molto affollato, anche perché tra quelli dai costi più calmierati e tra i non molti esclusivamente per maggiorenni.
Le fiamme si sono propagate rapidamente, sprigionando una grande quantità di fumo e causando il panico tra i presenti. Secondo le autorità, il rogo avrebbe avuto origine all’interno del locale, forse innescato dall’uso di candele pirotecniche o elementi decorativi infiammabili. La rapida diffusione del fuoco e le difficoltà di evacuazione hanno contribuito al tragico bilancio: decine di vittime e oltre un centinaio di feriti, alcuni in condizioni gravi.
Tra le persone coinvolte figurano anche turisti stranieri, compresi cittadini italiani. I soccorsi, tra cui anche delle squadre valdostane, allertate per la vicinanza tra la regione e il Vallese, sono intervenuti massicciamente con ambulanze ed elicotteri, mentre gli ospedali svizzeri hanno attivato i protocolli di emergenza. Le autorità elvetiche hanno avviato un’indagine per chiarire le cause esatte dell’incendio e verificare il rispetto delle norme di sicurezza del locale. È stata esclusa, al momento, l’ipotesi di un atto doloso.
Sara Gamerro lavora a Crans-Montana da un anno e mezzo nel settore terziario, pur non avendo mai frequentato Le Constellation racconta di un’atmosfera surreale: “Non sono mai stata in quel locale, ma lo conosco, quello che posso dire è che alle 2 del mattino qui era un ‘via vai‘ unico di sirene e mezzi di emergenza. Subito, con il mio ragazzo, abbiamo pensato a una serie di incidenti viste le strade molto gelate, ma immediatamente dopo, nel gruppo WhatsApp di amici che abbiamo qui, sono iniziati a circolare messaggi in cui ci si chiedeva reciprocamente se si stesse bene. E così abbiamo capito e abbiamo cercato di ricostruire l’accaduto. Il vero dramma per me è stato venire in centro a Crans ieri mattina alle 8 (1° gennaio ndr.), perché l’odore di bruciato era fortissimo, si parlava e si parla solo di questo e per la comunità locale è stato un colpo davvero duro. Oltre alle perdite umane è un sistema turistico e di comunità che viene messo in crisi e spero che non ci saranno troppe ripercussioni per l’immediato futuro. Qui è tutto davvero surreale, la polizia è ovunque per presidiare e aiutare e non so questo evento cambierà in maniera massiccia il turismo a Crans, sicuramente la gente è molto sotto shock e ha davvero paura. E vista la giovane età delle vittime e dei feriti la notizia è ancora più sconvolgente, se possibile”.
Il lavoro di Karin Scuderi invece, potenzialmente, potrebbe averle salvato la vita. La giovane aostana doveva recarsi a Le Constellation la sera dell’incendio, ma un imprevisto al lavoro l’ha fatta tardare ed è arrivata sul posto appena dopo l’accaduto: “Faccio la cameriera in un ristorante da circa un anno, ho frequentato diverse volte il locale in questione con amici e colleghi perché è un luogo di ritrovo per gruppi diversi: qui si incontrano residenti, turisti e anche molti stagionali che vivono per un periodo determinato nella cittadina. Ed essendo un bar abbastanza grande, permetteva comunque svariate attività e accoglieva tanta gente. La notte di Capodanno senza dubbio il locale era molto affollato perché era uno dei pochi a ingresso libero e che quindi permetteva di festeggiare senza prenotazioni. Quando sono arrivata in ritardo a causa del lavoro sul posto c’erano già le squadre di emergenza, ma ho avuto modo di parlare con diverse persone che mi hanno raccontato di molta agitazione, di persone ustionate in maniera davvero importante, ma la cosa ancora più dura da raccontare è che ci sono tantissimi giovani e molti sono italiani“.
Il racconto delle due ragazze converge sicuramente sullo stato di forte smarrimento e preoccupazione per i dispersi e per chi è rimasto vittima dell’incendio: “Tutti noi – continua Sara -, conosciamo almeno qualcuno che si trovava a Le Constellation quella sera e siamo in ansia per quelle persone e per come cambierà ora Crans-Montana”.
