Cronaca di Christian Diémoz |

Ultima modifica: 27 Novembre 2019 17:14

Turbativa d’asta, il pm chiede due anni per l’assessore Paron

Aosta - La richiesta nell’udienza di stamane, dinanzi al Gup Colazingari. Per le stesse accuse, oltre ad alcune contestazioni di reati fiscali, chiesti tre anni e quattro mesi ognuno per Cesare Marques e Michel Luboz della cooperativa “Leone Rosso”.

Paron TribunaleL'assessore Paron poco dopo l'udienza.

Due anni di carcere e 400 euro di multa. E’ la pena richiesta dal pm Carlo Introvigne per l’assessore alla mobilità e al decoro urbano del Comune di Aosta, Andrea Edoardo Paron, imputato di turbata libertà degli incanti e tentata turbativa d’asta. Il processo, dinanzi al Gup del Tribunale Giuseppe Colazingari, è entrato oggi nel vivo della discussione, con la requisitoria del rappresentante dell’accusa.

Le stesse imputazioni vengono mosse al presidente della cooperativa “Leone Rosso” Cesare Marques e al funzionario della stessa società Michel Luboz. Per ognuno dei due, cui la Procura contesta anche alcuni reati fiscali, il pubblico ministero ha chiesto tre anni e quattro mesi, assieme ad una multa da 300 euro. L’attività investigativa era stata condotta dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza.

Le contestazioni fiscali sono l’addebito formulato pure nei confronti di Antonio Costantino e Giancarlo Anghinolfi, presidente e direttore generale della cooperativa “Pro.Ges” di Parma. Il primo, come gli altri tre imputati, ha scelto di essere giudicato con rito abbreviato. Per lui, il pm Introvigne ha invocato al Gup un anno di carcere. Il secondo, invece, discuterà l’udienza preliminare e l’accusa ha insistito nella richiesta di rinvio a giudizio con rito ordinario.

L’udienza è stata aggiornata al prossimo 23 gennaio, quando prenderanno il via le arringhe dei difensori degli imputati.

Le indagini

L’inchiesta era stata avviata dall’allora pm Pasquale Longarini su un presunto giro di false fatturazioni tra le società. I rapporti tra le due entità derivavano dal fatto che, nel 2011, “Leone Rosso” aveva acquisito da “Pro.Ges” la gestione di una serie di servizi della città di Aosta, dal mondo dell’infanzia a quello della disabilità.

Nel corso dell’indagine, poi passata al procuratore capo facente funzione Giancarlo Avenati Bassi, quindi al pm Introvigne, era stata disposta l’intercettazione dei telefoni di due degli indagati. Da alcune delle loro conversazioni con l’assessore Paron nasce, per la Procura, l’imputazione legata al tentativo (ritenuto, in un caso, essere andato a buon fine) di condizionare, a favore della società aostana, due gare d’appalto indette dall’Amministrazione comunale del capoluogo regionale.

La prima (in cui, per gli inquirenti, la turbativa si sarebbe consumata) riguardava l’affidamento a “Leone Rosso”, in passato, di servizi socio-assistenziali, mentre l’altra (oggetto del presunto tentativo) è il “bando anziani” aggiudicato, nel febbraio 2017 (dopo una prima attribuzione provvisoria proprio a “Leone Rosso”), alla “KCS Caregiver” di Bergamo.

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