Cattedrale gremita di folla per il requiem in do minore di Salieri

L’opera del grande compositore italiano del settecento, eseguita in occasione della vigilia di Ognissanti, è stata anticipata da due brani di Mozart. Singolare l’interpretazione coreografica a cura degli attori del Teatro Instabile di Aosta.
Requiem
Cultura

La presunta rivalità tra Mozart e Salieri ha alimentato per secoli un mare di leggende. Il compositore italiano, accecato dall’invidia, avrebbe addirittura avvelenato l’autore delle Nozze di Figaro. Si tratta di una diceria probabilmente non veritiera, se si considera che all’epoca la fama di Salieri superava quella del presunto rivale. Sia come sia, i due titani della musica del settecento sono stati riproposti ieri sera per l’ormai tradizionale concerto che prevede la vigilia di Ognissanti, alla cattedrale di Aosta.

Il programma prevedeva il Misericordias Domini e l’Ave verum corpus di Mozart, e in chiusura il Requiem in do minore di Antonio Salieri, definito un gioiellino dal direttore artistico dell’evento Federico Longhi. “Il requiem di Salieri non possiede la profondità della ricerca mozartiana – ha ammesso il baritono valdostano – anche perché i punti forti del compositore italiano sono la lirica, il teatro, perfino la commedia dell’arte. Ma il piccolo requiem, come lo chiama l’autore, è veramente degno di essere riscoperto. Lo ha scritto per sé, e il giorno delle sue esequie è stato eseguito dal suo allievo Schubert”.

La figura di Salieri è stata a lungo oscurata dalla fama di Mozart, ma anche da quella dei suoi allievi, tra i quali figurano appunto Schubert, ma anche Beethoven e Liszt. A 260 anni dalla sua nascita si può dire che il compositore italiano sia stato lentamente riscoperto, e abbia ritrovato il suo posto tra i giganti della musica dell’epoca.
Davanti al pubblico si sono esibiti il soprano Angela Nisi, il mezzo soprano Gaia Petrone, il tenore Massimo Lombardi e il basso Antonio Casotti, accompagnati dall’Orchestra sinfonica della Valle d’Aosta e dal coro “Ars Cantica Choir”, e diretti dal Maestro Marco Berrini.

La compagnia Teatro Instabile di Aosta ha accostato all’interpretazione musicale una particolare coreografia. Coperti da tuniche multistrato, gli attori hanno danzato lentamente, con ampi movimenti del busto e delle braccia, conferendo drammaticità all’opera di Salieri. Il matrimonio singolare tra arte contemporanea e musica classica è stato incoraggiato da Federico Longhi, che l’ha in parte sperimentato, in precedenza, in occasione della serata di apertura della rassegna Château en Musique 2010, a Issogne.

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