“Credo in un’Europa cristiana per arginare l’islam”: Magdi Cristiano Allam a Courmayeur

Il deputato europeo, invitato dalla presidenza del Consiglio Valle, ha parlato al pubblico. Tra i suoi cavalli di battaglia ci sono il riconoscimento delle radici cristiane dell’Europa e l’avversione per l’islam, “religione che istiga all’odio”.
Magdi Cristiano Allam
Cultura

Una bandiera italiana con sopra una grande croce gialla che la percorre da parte a parte. Questo simbolo, disegnato da Giorgio Forattini, ha accompagnato il recente impegno politico di Magdi Cristiano Allam, che, dopo avere creato il movimento "Io amo l'Italia" e corso come indipendente alle regionali in Basilicata, è approdato ai banchi dell'Europarlamento. Sabato il giornalista e politico, autore del libro Europa Cristiana Libera, è stato invitato dalla presidenza del Consiglio regionale a parlare in pubblico, a Courmayeur, al Jardin de l'Ange.

Una discreta folla ha seguito con interesse il suo intervento, basato su alcuni concetti chiave: occorre riconoscere le radici giudaico – cristiane della nostra civiltà, e dare spazio al cristianesimo nella sfera pubblica, in Italia e in Europa, per fare fronte alla minaccia islamica e alla generale deriva capitalistica che vede nel mercato l'unica salvezza. "E' stata creata un'Europa basata sulla globalizzazione della finanza, dell'economia, del commercio, della tecnologia, ma non dei valori non negoziabili che sostanziano l'essenza stessa della nostra civiltà" ha esordito. "Tra questi valori, individuabili laicamente mediante l'uso della ragione, ci sono soprattutto la difesa del bene supremo della vita e la libertà di scelta".

Questa visione etica e morale, secondo Magdi Cristiano Allam, non sarebbe condivisa dall'islam. Di fatto, da anni, gli estremisti di fede islamica lo hanno condannato a morte, costringendolo a vivere sotto scorta. "Il corano è incompatibile con i diritti fondamentali, incita all'odio, e non è considerato un testo passibile di libera interpretazione. Non esiste un islam moderato, esistono dei musulmani moderati, come lo sono stato io, che laicamente fanno riferimento ai diritti umani e a determinati valori condivisi per difendere il bene comune". La conseguenza di questo assunto è che non è possibile il dialogo tra religioni, ma solo tra individui. Quest'ultima affermazione è la stessa evidenziata dalla prefazione a "Perché dobbiamo dirci cristiani" di Marcello Pera, scritta da papa Benedetto XVI. Spesso, nel corso della serata, Magdi Cristiano Allam ha colto l'occasione per rimarcare la propria identità di vedute con l'attuale pontefice, lo stesso che sancì la sua conversione al cattolicesimo impartendogli i sacramenti in San Pietro durante la veglia pasquale, nel 2008.

Plaudendo alla decisione della Svizzera di vietare la costruzione di nuovi minareti, il giornalista ha condannato l'Europa "pavida e ignorante che, negando le nostre radici cristiane, è ideologicamente collusa con i nostri aspiranti carnefici, i terroristi islamici. L'Europa – ha affermato – non può essere la sommatoria delle istanze di chi arriva e pianta la propria tenda, considerandoci terra di conquista". E l'Italia, in questo contesto, è molto vulnerabile. "La denatalità – ha concluso – ci consegna nelle mani di chi, come gli stranieri, fa più figli, siamo in pieno declino demografico. Inoltre attraversiamo una crisi identitaria profonda". Un esempio? "Fini" – ha detto Allam – potrebbe essere ugualmente un leader della destra o della sinistra, perché non ci sono più le certezze di una volta. La situazione sarebbe stata inimmaginabile ai tempi di De Gasperi e Togliatti".

Parole forti, quelle di Magdi Cristiano Allam, che ricordano per molti versi quelle espresse più volte dalla Lega Nord. "Ecco uno che ha detto le cose come stanno. La strada è una, chiara, evidente, e sta a noi imboccarla" ha chiosato Alberto Cerise, presidente del Consiglio regionale, ringraziando l'ospite illustre per la serata.

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