GiocAosta: torna la grande ludoteca “en plein air” di piazza Chanoux tra certezze e novità

Giunta alla nona edizione la manifestazione sbarca ad Aosta dal 18 al 20 agosto. Non solo la piazza però sarà protagonista, con un programma che abbraccia tutta la città ed i suoi Beni culturali.
La presentazione di GiocAosta 2017. Da sx Curtaz, Marcoz, Jaccod, Certan e Romeo
Cultura

“Giocare – recita un vecchio adagio – è una cosa seria”. E lo sa bene GiocAosta, la grande manifestazione del Capoluogo che ogni anno, da ormai 9 edizioni, riempie il centro storico di Aosta di colori, tra i quali spicca il “giallo” che individua l'evento, ma, appunto, identifica il “gioco”.

Una enorme ludoteca “en plein air” che invaderà Aosta per tre giorni, da venerdì 18 agosto e domenica 20, e che quest'anno riserva molte novità, a dimostrazione del fatto che “giocare” è anche “crescere”, forte dei numeri che GiocAosta porta con sé: con gli oltre 800 giochi in scatola a disposizione di tutti, le 10mila presenze raccolte in ognuno degli scorsi due anni ed i volontari che quest'anno raggiungono la cifra record di 270.

Obiettivo, andare oltre, anche nell'utilizzo degli spazi: “Quest'anno – spiega Davide Jaccod, Presidente dell'associazione Aosta Iacta Est – grazie alla stretta collaborazione con il Comune di Aosta e con la Soprintendenza ai Beni e le attività culturali utilizzeremo diverse zone di Aosta, oltre alla classica piazza Chanoux, come il Criptoportico forense, il Centro Saint-Bénin, il Museo archeologico, saremo in Biblioteca regionale per la “Caccia al tesoro” ed in Cittadella per l'area videogiochi, mentre l'Arco d'Augusto si tingerà di 'giallo'. Una manifestazione che diventa davvero tentacolare, coinvolgendo tutta la città”.

Oltre ai classici di GiocAosta (i giochi, i giochi giganti, di ruolo, di strategia, di interpretazione, gli scacchi, il calcio balilla e tanto altro) quest'anno la manifestazione celebra il quarantennale del “Segnale Wow!”, il “messaggio spaziale” carpito nel 1987 da un osservatorio statunitense e considerato a lungo un possibile contatto con una civiltà extraterrestre. “Un senso di meraviglia – spiega ancora Jaccod – che noi cerchiamo di recuperare”.

Dall'altro lato GiocAosta è anche fatta di cifre, da quelle investite – circa 24mila euro divisi tra Regione, Comune di Aosta, Fondazione Crt, Europe Direct e altri – dall'altro quelle di “ricaduta”: “L'amministrazione di Aosta – commenta invece la Vicesindaca del Capoluogo Antonella Marcoz – è contenta di ospitare questa manifestazione in piazza, un evento che riempie la città di persone, di bambini e famiglie con una grande ricaduta anche sul commercio, la ristorazione e su tutto il tessuto cittadino diventando un bellissimo attrattore di turismo”.

A dirlo, sono di nuovo le cifre che GiocAosta mette a disposizione, e che dimostrano nei fatti che il 51% del pubblico dell'evento sia valdostano, ma soprattutto che il 49% viene da fuori Valle, il 33% del quale viene appositamente ad Aosta per la manifestazione passando in regione – nel 66% dei casi – tre o più notti in diverse strutture: dagli alberghi (13%), ai B&B (8%), fino alle punte del dato sugli appartamenti (32%).

Anche per questo sono diversi – e tutti entusiasti – i partner di GiocAosta: “È importante – ha spiegato l'assessora regionale all'Istruzione e Cultura Chantal Certan – riconoscere il valore che ha GiocAosta nel saper rivalutare il gioco in ogni sua sfumatura, promuovendo la bellezza di Aosta e dei suoi Beni culturali e facendo riscoprire lo 'stare insieme' giocando basando si sulla passione, leva di ogni apprendimento”.

Sulla stessa linea Ugo Curtaz, della Fondazione Crt: “Il gioco consente tanti vantaggi, è un'occasione di forte socializzazione, termine un po' abusato, ma questo evento lo fa anche tra generazioni diverse, con partecipanti sia piccoli che adulti e tra persone di provenienze diverse”.

“Abbiamo deciso nell'autunno 2016 – spiega invece Pina Romeo di Europe Direct Vallée d'Aoste – di riproporre la nostra partecipazione cercando così di raggiungere il grande pubblico per trasmettere i valori europei ed avvicinare persone all'Europa diversamente da seminari e workshop e per condividere e recuperare una dimensione sociale che a causa dei videogames e dei giochi singoli si è un po' persa”.

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