L’Africa, l’Iran e Napoli nella quarta giornata di Babel, il Festival della Parola

Al Theatre de la Ville verranno proiettate oggi e domani le pellicole Invictus di Clint Eastwood e “Donne senza uomini” di Shirin Neshat. Alle 18 nella Casa di Babel, incontro con Diego Da Silva e il suo romanzo "Non avevo capito niente"
Non avevo capito niente
Cultura

Giornata quattro di Babel, il Festival della parola. Dopo le letture sonore di questa mattina, a partire dalle 10.30 in piazza Chanoux, il Theatre de la Ville di Aosta ospita la proiezione, all’interno della Saison culturelle, di due pellicole incentrate sul tema, filo conduttore di Babel, l’esilio.
Alle 16 sarà proiettato Invictus, l’ultimo film di Clint Eastwood tratto dal Tratto dal romanzo The Human Factor: Nelson Mandela and the Game that Changed the World di John Carlin, che ripercorre la storia della rinnovata unificazione post Apartheid che consacra la fine dell'esilio degli africani nella loro stessa terra. Nelson Mandela, neoletto Capo dello Stato, individua nel rugby uno strumento per unire la nazione divisa da profonde differenze razziali ed economiche. La seconda pellicola in programma oggi e domani è “Donne senza uomini” di Shirin Neshat che narra le tensioni della società iraniana durante il colpo di stato che nel 1953 depose il Primo Ministro, democraticamente eletto, e instaurò lo Shah al potere.

Alle 18 per la sezione incontri con gli Autori, Babel ospita Diego Da Silva con il romanzo “Non avevo capito niente”. Edito da Einaudi nel 2007, il romanzo racconta le vicende di “Vincenzo Malinconico, avvocato napoletano che finge di lavorare per riempire le sue giornate. Divide con altri finti-occupati come lui uno studio arredato con mobili Ikea, chiamati affettuosamente per nome, come se fossero persone di famiglia. Pur essendo appena stato lasciato dalla moglie, cerca con ogni mezzo di mantenere un legame con lei e i due figli adolescenti. Un giorno è improvvisamente nominato difensore d'ufficio di un becchino di camorra detto “Mimmo 'o burzone” e, arrugginito com'è, deve ripassarsi il Bignami di diritto. Ma ci riesce, e questo è solo il primo dei piccoli miracoli che gli capitano. Il secondo si chiama Alessandra: la pm più bella del tribunale, che si innamora di lui e prende a riempirgli la vita e il frigorifero. E intanto Vincenzo riflette sull'amore, la vita, la delinquenza, la musica: su tutto quello che attraversa la sua esistenza e la sua memoria, di deriva in deriva.”

Ad accompagnare l’incontro-colloquio di Da Silva con il giornalista valdostano Enrico Martinet, sarà un melologo ispirato da frammenti del libro a cura dei musicisti dell’Istituto Musicale Pareggiato della Valle d’Aosta.
 

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