L’Area megalitica verso l’inaugurazione. Domaine: “Sarà un’apertura parziale ma molto suggestiva”

Anche se il cantiere sembra ancora lungi dall'essere agli sgoccioli la struttura si prepara all'inaugurazione, momento per il quale si sono attesi ben 47 anni e sono stati spesi oltre 40 milioni di euro, all'insegna dell'innovazione tecnologica.
Il Soprintendente Domaine e l'architetto De Gattis
Cultura

L’Area Megalitica di Saint-Martin-de-Corléans sarà pronta per la primavera 2016.
Anche se il cantiere sembra ancora lungi dall’essere agli sgoccioli, la struttura – o almeno una parte di essa: la navata centrale ed il centro di interpretazione – si prepara all’inaugurazione, momento per il quale si sono attesi ben 47 anni (l’area fu infatti scoperta nel 1969 durante i lavori per la costruzione di un condominio) e sono stati spesi oltre 40 milioni di euro: “I lavori procedono velocemente – ha spiegato alla stampa Roberto Domaine, Soprintendente ai Beni e alle Attività Culturali – e da ottobre partiranno le forniture. Sarà sì un’apertura parziale ma molto suggestiva”.

Ed indubbiamente suggestivo è l’ambiente che circonda la parte principale dei ritrovamenti: “Il sito non era una città – ha specificato l’archeologo Gianfranco Zidda – ma un santuario diventato poi una necropoli. Il mito della città di Cordelia è risalente al XIII secolo e stravolge il concetto originario del sito, che certamente non era abitativo”.

Proprio attorno alla necropoli, fulcro dell’intero sito, si erge il museo il cui scopo è riconsegnare l’aspetto originario con sistemi tecnologicamente innovativi: “Su una parete – ha proseguito Zidda – verranno proiettate le immagini con la ricostruzione delle otto fasi dell’evoluzione del sito. Lo scopo è quello di restituire l’idea che il sito era all’esterno, all’aria aperta, e l’atmosfera verrà resa attraverso un’illuminazione a giorno, con lead che aggiungono una fonte di luce secondaria ai tre colori primari, studiata da una ditta tedesca, che renderà molto fedele il passaggio delle varie ore della giornata”.

Attorno alla necropoli il percorso si farà più interattivo con l’esposizione di diverse steli antropomorfe (ben 46, numero altissimo e molto superiore alle 29 del ‘sito gemello’ di Sion, in Svizzera) contornate da schermi ‘touchscreen’ sui quali sarà possibile visitare virtualmente il sito e comprendere appieno l’allineamento, di grande valore archeoastronomico, degli elementi (steli, pali e tumuli) dell’intera area.

“Sarà un museo fruibile a tutti i livelli – ha spiegato l’architetto Gaetano De Gattis, Dirigente Regionale ai Beni Culturali –, un vero e proprio viaggio culturale e storico in un sito risalente a più di 5mila anni fa e che mostra un’attività incredibile di ricerca archeologica e pluridisciplinare”.  

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